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previdenza
rappresentano un unicum nel panorama pre- pensioni; al momento della pensione, questo
videnziale italiano: adottano, infatti, il meto- conto viene gradualmente “svuotato” per pa-
do contributivo del sistema pubblico di 1° pi- gare la pensione del titolare.
lastro per il calcolo delle pensioni ma se ne L’elemento che differenzia Enti 103 e Fon-
differenziano perché il regime di finanzia- di Pensione è che la rivalutazione ricono-
mento è a capitalizzazione; come evidenziato sciuta sui montanti si basa sul PIL per i primi,
a seguire, ricorrono al PIL per la rivalutazione sul rendimento del patrimonio investito per
dei montanti, quando invece, essendo a capi- i Fondi pensione (d.lgs. 252/2005). La scelta
talizzazione, il loro tasso di “equilibrio” sareb- adottata dal legislatore per i Fondi pensione
be il rendimento del patrimonio. è coerente con l’obiettivo di mantenere il gra-
do di capitalizzazione al 100%. La scelta di ri-
2. Enti del d.lgs. 103/1996: tratti distintivi e correre al PIL per gli Enti 103 è invece peculia-
confronto con le Casse 509 re. Per la previdenza pubblica (INPS), a riparti-
Gli Enti 103 hanno adottato, sin dalla loro co- zione, il PIL rappresenta il tasso di “equilibrio”
stituzione, il metodo contributivo “stile Inps” (cioè sostenibile) di rivalutazione dei montan-
disciplinato dalla L. 335/95. Le pensioni so- ti, nella misura in cui la dinamica del PIL ap-
no quindi calcolate interamente con metodo prossima quella del monte retributivo/red-
contributivo; in analogia al sistema pubblico, i diti, che costituisce la base di finanziamen-
montanti sono rivalutati ad un tasso conven- to del sistema previdenziale. Per gli Enti 103,
zionale individuato nella variazione percen- invece, essendo a capitalizzazione, il tasso di
tuale media quinquennale del PIL. “equilibrio” dovrebbe essere il rendimento del
Quanto al regime di finanziamento, tuttavia, patrimonio, non il PIL.
gli Enti 103, a differenza di INPS e Casse 509, Per gli Enti 103, dunque, come illustrato più
non sono a ripartizione ma a capitalizzazione. avanti, il rischio è che il rendimento (r) sia in-
Il Patrimonio a fine di ogni esercizio è, in linea feriore al tasso crescita del PIL (g), con conse-
generale, almeno pari al totale delle passivi- guente riduzione del grado di capitalizzazio-
tà verso attivi e pensionati (somma dei Mon- ne al di sotto del 100%. Nel caso opposto di
tanti contributivi); vi è dunque “corrisponden- r>g, il grado di capitalizzazione andrà al di so-
za” tra Attivo e Passivo e il grado di capitaliz- pra del 100%, mentre le pensioni erogate sa-
zazione è intorno al 100%. Ogni iscritto ha un ranno inferiori a quelle sostenibili; si crea così
conto individuale in cui i contributi sono effet- spazio per rivalutazioni “aggiuntive” dei mon-
tivamente accumulati e investiti sui mercati e tanti e/o misure assistenziali a favore degli
non sono dunque destinati a pagare le attuali iscritti.
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