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re per la sua terra natale, ma la Villa sarebbe  gerisce la presenza di una torre di avvistamento,
                  potuta sorgere ovunque. L’autonomia propria  e il colore cangiante dovuto al rivestimento me-
                  dello spazio costruito viene però negata vi-  tallico, avvalorano questa analogia ed evocano
                  sitando gli ambienti della Villa, dove, complici  l’immagine della Nave Puglia al Vittoriale. Mentre
                  le numerose finestre, l’ampio terrazzo ango-  questa però è ancorata al suolo, fissa e immuta-
                  lare e infine il solarium, le stanze del Giraso-  bile, prigioniera del sito che la accoglie, il Giraso-
                  le prendono vita anche grazie alle colline ve-  le, con il suo moto, prendeva attivamente parte
                  ronesi.                                     allo spettacolo, ne dettava le regole e sfruttava il
                  Come ricordava con nostalgia Lidia lnverniz-  contesto a suo piacimento prima che il meccani-
                  zi: “Queste immagini nelle finestre erano il  smo diventasse vittima del tempo, cristallizzan-
                  segreto degli spazi nella casa. Erano sem-  do la Villa nei vincoli che il suo ideatore era riusci-
                  pre vedute nuove e in una luce diversa. Que-  to a vincere. <
                  sti quadri sono stati l’invenzione di papà”. Se
                  negli ambienti interni la partecipazione dello
                  spazio verde all’architettura risulta innega-
                  bile, bisogna però sottolineare il progressivo   Le immagini
                  distacco che da questo si avverte nel risalire
                  attraverso la Villa.                         Lorenzo Linthout (Verona, 1976) si è laureato in archi-
                                                               tettura a Ferrara nel 1999. Si dedica alla fotografia pro-
                  Questa sensazione, già accentuata dal corri-  fessionale dal 2010, ottenendo riconoscimenti a livello
                  doio di accesso, e ancor più dalla penombra   nazionale e internazionale. Le sue fotografie hanno par-
                  che domina il basamento, assume concretez-   tecipato a prestigiosi concorsi fotografici conseguendo
                  za nel momento in cui ci si affaccia dal loggia-  premi e menzioni, e sono pubblicate su diverse riviste
                  to o dal terrazzo, e raggiunge l’apice al livel-  di settore e quotidiani (L’Arena, La Repubblica), oltre
                  lo del solarium e della lanterna, quando il pa-  che spesso selezionate da PhotoVogue come “Best of”.
                  esaggio assume ormai una valenza stretta-    Collabora dal 2013 con l’agenzia fotografica americana
                                                               Art+Commerce.
                  mente panoramica. Questo progressivo di-
                  stacco si riflette anche nella configurazio-  Michele Mascalzoni (Verona, 1986) si è laureato in ar-
                  ne architettonica del Girasole, il quale, inca-  chitettura nel 2012 al Politecnico di Milano, con una tesi
                  stonato nella collina, si innalza progressiva-  dal titolo “La città e la fotografia”. Dopo la laurea inizia
                  mente ponendosi al di sopra di questa e ne-  l’attività di fotografo professionista, lavorando sia per
                  gando con il suo moto la fissità che la stessa,   committenti privati che come collaboratore esterno per
                  trattenendone le radici nel suo ventre, sem-  professionisti dell’immagine, studi fotografici e architetti,
                  bra imporgli. Ciò che a livello globale ne risul-  mantenendo stretto il legame con la fotografia d’archi-
                                                               tettura. Di pari passo alla professione non ha mai abban-
                  ta è dunque una maestosa architettura che    donato una autonoma ricerca espressiva partecipando
                  non cerca un’intima relazione con il contesto.   a laboratori collettivi, realizzando progetti personali ed
                  Il paesaggio sembra infatti gravitare attorno   esponendo in mostre individuali e collettive.
                  al “vero spettacolo”, fungendo da scenogra-
                  fia e spazio filtro, progettato in funzione del-
                  la percezione che di questo si ha dall’interno o
                  nel giungere al Girasole, non in vista di un’in-  Ringraziamenti
                  tegrazione tra le due entità.                Per la realizzazione di questo articolo, ringraziamo:
                  L’utopia di lnvernizzi riporta inoltre alla mente,   L’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia per aver
                  con le suggestioni formali che evocano il mon-  permesso di accedere ai propri archivi e utilizzare i conte-
                  do dell’ingegneria navale, un transatlantico che si   nuti della pubblicazione Open4 del 2015.
                  è incagliato nelle colline veronesi. Il solarium che   Michele Mascalzoni fotografo professionista.
                  ricorda il ponte di una nave, la lanterna che sug-  Lorenzo Linthout fotografo professionista.




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