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esposto ai raggi solari, ma scelse anche come  sore dei moderni edifici sostenibili che sfrut-
                  piano d’appoggio su cui far scorrere la casa,  tano le energie rinnovabili, e con i suoi mec-
                  un piano circolare e ampliò, man mano che il  canismi automatizzati per il movimento de-
                  progetto evolveva, la possibilità di rotazione  gli avvolgibili delle finestre e l’accensione e
                  fino ad estenderla all’angolo giro, sacrifican-  spegnimento delle luci, rimanda alle comodi-
                  do i calcoli meccanici a favore di una completa  tà dei moderni sensori e sistemi di controllo
                  apertura verso il circostante e del godimento  che sempre più sono entrati a far parte del-
                  della frescura, possibile solamente volgendo  la quotidianità.
                  la casa verso il versante collinare.        Dopo la costruzione del Girasole e la lunga
                  Il Girasole si configura come una costruzione  pausa dovuta alle due guerre, l’interesse e lo
                  estremamente flessibile: “un edificio molte-  sviluppo  di  abitazioni  che  sfruttassero  l’in-
                  plice in quanto presenta la capacità di esse-  solazione giornaliera grazie al movimento e
                  re o diventare diverso in situazioni diverse”.  correlassero accorgimenti di domotica, risul-
                  La flessibilità si esplica principalmente nel-  tò via via in crescita. Floyd d’Angelo nel 1961
                  la sua variabile estrinseca che esprime il le-  realizzò una casa per vacanze capace di ruo-
                  game tra l’edificio e il contesto. Villa Giraso-  tare di 133 gradi, seguito alcuni anni dopo da
                  le appare come una perla cangiante, protetta  Richard Foster e da Rolf Disch che nel 1994
                  dallo scrigno delle colline veronesi, che grazie  completarono l’Heliotrop, struttura che co-
                  al movimento e alla propria posizione eleva-  niugava al movimento anche la sostenibilità
                  ta, che la rende padrona dello splendido sce-  e lo sfruttamento delle risorse naturali grazie
                  nario circostante, può godere dei benefici e  all’accumulo di energia solare.
                  delle bellezze del paesaggio. L’edificio, quin-  L’opera di lnvernizzi risulta, tra tutte le spe-
                  di, si pone in relazione alla natura “in rapporto  rimentazioni, quella più maestosa e com-
                  non più di diversità ma di integrazione . Il mo-
                                                     ”
                  vimento lento e impercettibile accompagna lo
                  scorrere del tempo durante la giornata risul-  L’architetto: Angelo lnvernizzi (1884-1957)
                  tando leggibile dall’esterno per chi passa o ri-
                  volge lo sguardo verso questo edificio. Enor-  Angelo Invernizzi è nato a Marcellise (Verona), dopo gli
                  me “periscopio”, ma celato a chi si trova all’in-  studi classici presso il Seminario vescovile e il Regio Li-
                  terno, dove il cambiamento è percepibile so-  ceo Scipione Maffei, si trasferì a Genova per frequentare
                  lamente guardando attraverso le finestre che   la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, tra il
                  appaiono come cornici per quei quadri mute-  1906 e il 1909 dove si laureò in ingegneria ferroviaria.
                  voli che “sono stati l’invenzione” di Invernizzi,   Completò gli studi universitari presso l’Università degli
                                                               Studi di Padova, conseguendo la laurea in ingegneria ci-
                  come afferma la figlia Lidia. L’altro profilo sot-  vile nel 1912.
                  to cui si presenta la flessibilità è quello intrin-  Dopo la Prima Guerra Mondiale si trasferì di nuovo a
                  seco, che mira alla partecipazione dell’uomo   Genova, dove svolse la sua attività pro fessionale, dedi-
                  alla vita dell’edificio. lnvernizzi rende la casa   cata soprattutto all’applicazione della nuova tecnica del
                  una vera e propria machine à habiter, uno stru-  cemento armato.
                  mento a servizio dell’uomo che può eserci-   Agli inizi degli anni Trenta iniziò la collaborazione con
                  tarne il controllo a seconda delle proprie esi-  l’architetto  e scenografo veronese  Ettore  Fagiuoli, con
                  genze e preferenze. La rotazione del Girasole   il quale realizzò a Genova alcuni interventi. Con Fagiuoli
                                                               collaborò per la realizzazione della sua casa di vacanze a
                  infatti poteva essere attivata o meno, sem-  Marcellise, Villa Girasole (1929-1935), l’opera più cono-
                  plicemente pigiando un bottone posto nell’a-  sciuta e significativa di Angelo lnvernizzi. In questa casa
                  trio d’ingresso della parte mobile.          il Fagiuoli si occupò degli aspetti più strettamente archi-
                  Villa Girasole, perfetto connubio di architet-  tettonici, quali gli interni, la sistemazione del parco e la
                  tura e meccanica, si identifica come precur-  costruzione della portineria.




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