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professione




                  innesto della parte basamentale alla collina,  ambienti secondo l’asse eliotermico, si confi-
                  con il desiderio di vivere in una «casa bella e  gura come elemento necessario ma non suf-
                  comoda», che si aprisse completamente ver-  ficiente per ottenere elevati livelli di comfort
                  so il circostante grazie al movimento.      abitativo, perseguibili solo prendendo in con-
                  La possibilità di poter abbandonare conti-  siderazione anche uno studio dell’adattabi-
                  nuamente  la  propria  posizione  seguendo  il  lità climatica. A partire da questi presuppo-
                  corso del sole è chiaramente in sintonia con  sti lnvernizzi non solo calcolò sapientemente
                  i principi funzionalisti, enfatizzati ancor più  la rotazione sulla base delle ore di insolazio-
                  se pensati in relazione alla matrice autar-  ne durante il periodo invernale, quello meno
                  chica introdotta dal Fascismo. La rotazione
                  della Terra e il proprio moto intorno al Sole
                  restituiscono una percezione di quest’ulti-
                  mo che appare diversa in base al luogo e al
                  susseguirsi  delle  stagioni:  lnvernizzi  aveva   Foto Michele Mascalzoni
                  compreso l’impossibilità di “adattare un’idea
                  di spazio omogeneo e isotropo a un campo
                  energetico disomogeneo e anisotropo”, san-
                  cendo  l’insufficienza  degli  schemi  di  studio
                  prestabiliti sull’orientamento degli spazi abi-
                  tati.
                  Il semplice soddisfacimento di un’adattabili-
                  tà stagionale, che mira all’orientamento degli




                   Il meccanismo della Casa Girasole

                   Il cantiere del Girasole, vista l’epoca, costituisce un la-
                   boratorio di sperimentazione di soluzioni architettoniche,
                   strutturali e soprattutto tecnologiche, infatti il meccani-
                   smo che permetteva la rotazione, costituisce un esempio
                   significativo dello stato dell’arte dell’ingegneria elet-
                   tro-meccanica del tempo.
                   La  parte  meccanica  si  può  considerare un’ingegnosa
                   applicazione del meccanismo della piattaforma girevole
                   ferroviaria, che troviamo sia nella Centrale Frigorifera di
                   Verona (1929-1930), sia in altre centri ferroviari negli USA
                   e in Francia.
                   Il meccanismo è composto da un sistema di rulli, con
                   ruote a reazione orizzontale, che scorrevano su di una
                   rotaia fissa. La loro funzione era quella di contrastare
                   la spinta dei venti sulla torre, alta complessivamente
                   42,35 metri. La parte girevole della villa invece è appog-
                   giata su 15 carrelli che scorrevano su tre rotaie concen-
                   triche. Due di questi carrelli, posti sulla rotaia maggiore,
                   sono dotati di motore elettrico capaci di muovere nei
                   due sensi di marcia la struttura soprastante di 15.000
                   quintali, facendo compiere alla villa una rotazione com-
                   pleta in 9 ore e 20’.




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