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del futuro cotonificio e a costi concorrenzia-
                                                              li, quindi la scelta di quel triangolo di terra bo-
                                                              scato compreso fra il fiume Adda e il Brembo
                                                              gli apparve subito come un territorio nel qua-
                                                              le poteva sviluppare la propria impresa. La
                                                              quantità abbondante di acque che perenne-
                                                              mente lambivano quell’area fu la scintilla che
                                                              fece scoccare in Crespi l’idea che fosse l’area
                                                              ideale per la costruzione del suo opificio.
                                                              Il primo atto che l’imprenditore si accinse a
                                                              redigere fu la richiesta al Comune di Capria-
                                                              te d’Adda della concessione di derivazione,
                                                              tramite un canale artificiale, delle acque del
                  Fig. 13. Ernesto Pirovano, villa per dirigente, Crespi d’Adda  fiume Adda sul quale costruire una centrale
                                                              idromeccanica per la produzione di forza mo-
                                                              trice. Era il 1875.
                  un concorso pubblico, bandito nel 1896, che  Nel 1877 ottenne la concessione di deriva-
                                                                            3
                  scelse il progetto di Moretti. I lavori avvia-  zione per 60 m /s per 90 anni. Fu immedia-
                  ti nello stesso 1896 si conclusero però solo  tamente costruita la prima centrale idromec-
                  nel 1907.                                   canica con l’installazione di tre turbine a rea-
                  Il sistema urbano e l’attività edilizia di questo  zione Francis (fig. 14) sviluppate dell’ingegne-
                  interessante villaggio operaio si concludono
                  con la costruzione delle ville per i dirigenti,
                  erette nel decennio 1920-1930 fuori dall’am-
                  bito del nucleo centrale delle case operaie
                  prima citate, e con le 14 ville (fig. 13) per la
                  classe dirigenziale, che riflette una gerarchiz-
                  zazione delle classi sociali nell’ambito delle
                  maestranze presenti a Crespi d‘Adda. Si trat-
                  ta di ville erette nella zona nord-est, ai mar-
                  gini dell’area verde boscata che arriva a lam-
                  bire il cimitero. Progettate da Ernesto Pirova-
                  no fra il 1921 e il 1925, queste eleganti co-
                  struzioni con articolazioni planimetriche varie
                  e varietà di soluzioni negli alzati, con l’utiliz-
                  zo di un conglomerato locale, del legno e del
                  cemento, tradiscono influenze dal Sommaru-
                  ga che, fra il 1907 e il 1915, aveva realizza-
                  to una serie di grandi ville a Sarnico, a Lan-
                  zo e a Varese.

                  La Centrale idro-meccanica/elettrica
                  Fu subito chiaro a Cristoforo Benigno Cre-
                  spi che il suo progetto poteva attuarsi sola-
                  mente alla condizione di avere a disposizione   Fig. 14. Crespi d’Adda, girante della turbina Francis, centrale
                  energia sufficiente a far muovere i fusi e telai   MCMIX



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