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rovano (Milano, 1866-1934), della scuola, del
teatro e della chiesa (fig. 3 e 4). Il villaggio si
completa con la casa del parroco (fig. 5) quel-
la del medico, la cucina economica entro la fi-
ne del secolo e, in apertura al Novecento, con
la realizzazione (1907) del cimitero progetta-
to da Gaetano Moretti (Milano,1860-1938).
La fabbrica, gli edifici pubblici e religiosi, le
tipologie dell’architettura per la residenza, il
sistema urbano nel paesaggio dell’Adda
Il sistema urbano di Crespi d’Adda è carat-
terizzato dall’incrocio di due assi stradali or-
togonali con orientamento nord-sud – di cui
quello principale è parallelo al corso del fiume
e traguarda sul mausoleo della famiglia Cre-
spi in corrispondenza dell’ingresso allo stabi-
limento dominato dalla ciminiera della cen-
trale termica, poggiante su una base ottago-
na con elementi decorativi neoromanici e ad
archetti pensili (fig. 6). Il neoromanico e il neo-
rinascimento sono i codici stilistici dominan-
Fig. 4. Pietro Brunati, la chiesa, Crespi d’Adda
Fig. 5. Crespi d’Adda, la casa del parroco
di un diverso piano, secondo altri criteri che
contemplassero case mono e bifamiliari. Dal
1889 Silvio Benigno entra nella fabbrica pa-
terna e qualche anno dopo, nel 1892, sorgono
le villette mono e bifamiliari (fig. 2), si apro-
no i cantieri del castello, la monumentale re-
sidenza di famiglia progettata da Ernesto Pi- Fig. 6. Crespi d’Adda, la ciminiera della centrale termica
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