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di materiali diversi: dal ceppo di Brembate che
forma lo zoccolo del basamento, al cotto ros-
so materiale dominante, al cemento, in un pa-
stiche cui non è estranea la cultura milanese
del tempo. La villa dei Crespi spiccava e anco-
ra oggi spicca sulle architetture dell’intero vil-
laggio, composta da quegli elementi architet-
tonici e decorativi che in minore misura erano
utilizzati anche nelle palazzine per gli impie-
gati, l’asilo, la fabbrica.
Sull’altro lato della strada, e a breve distanza
dalla villa-castello di famiglia, sorge la chie-
Fig. 11. Crespi d’Adda, ingresso alla fabbrica con ciminiera e sa realizzata fra il 1891 e il 1893 su progetto
palazzine uffici dell’ing. Brunati, a pianta centrale coperta da
cupola ottagonale.
A Gaetano Moretti spetta l’imponente mau-
leli tra loro e rispetto ai due assi viari di cor- soleo della famiglia (fig. 12) che, in forma di
so Mazzini e corso Donizetti. Tre di questi tra piramide a gradoni realizzato con un bloc-
cui il corpo d’entrata con un’alta ciminiera (fig. co compatto di calcestruzzo, domina l’inte-
11) sono separati internamente da un gran- ro campo cimiteriale verso le sepolture a ter-
de e lungo cortile; gli altri tre, più prossimi al- ra. Per la costruzione del cimitero fu indetto
la sponda del fiume, uniti sulla destra a una
torre quadrata merlata collegata a una picco-
la diga in laterizio rivestito da pietre di cep-
po in bugne rettangolari, gettata su un ca-
nale dell’Adda. Fra il 1895 e il 1906 sorgono
le due grandi costruzioni prospicienti corso
Mazzini e corso Donizetti e il prolungamento
della parte retrostante con cinque capanno-
ni e il grande volume parallelepipedo con il fu-
maiolo del corpo d’entrata che è posto fron-
talmente all’asse principale del sistema via-
rio del paese. Dietro al corpo d’entrata, un’al-
ta ciminiera dalla esile rastremazione cilindri-
ca è ingentilita da motivi decorativi in cotto.
In basso, la ciminiera è inglobata alla base da
un portale a tre archi con semicolonne e capi-
telli che sorreggono un alzato di cuspidi in ce-
mento con pennacchi in ferro battuto, realiz-
zati da Alessandro Mazzucotelli.
A Ernesto Pirovano, divenuto presto archi-
tetto di fama come vincitore di concorsi fra i
quali il cimitero di Bergamo, spetta l’invenzio-
ne progettuale del castello, la residenza del-
la famiglia che si vuole finita nel 1897, arric- Fig. 12. Gaetano Moretti, Cimitero, mausoleo della famiglia
chito da motivi veneto moreschi e dall’utilizzo Crespi
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