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                                                              chiesa, la scuola, il teatro, il cimitero, e gran-
                                                              di spazi verdi (fig. 1).
                                                              Il  villaggio  cresce  nell’arco  di  un  quindicen-
                                                              nio o poco più e si completa con il passaggio
                                                              della direzione dello stabilimento al figlio Sil-
                                                              vio Benigno (1868-1944). Lo schema urba-
                                                              no formato da piccole case indipendenti è co-
                                                              nosciuto dal Crespi junior durante il viaggio in
                                                              Inghilterra,  sebbene  l’idea  prima  sia  deriva-
                                                              ta a suo padre, Cristoforo Benigno, dai docu-
                                                              mentati rapporti con l’industriale Alessandro
                                                              Rossi, di cui scrive lo stesso Silvio Benigno nel
                  Fig. 1. Crespi d’Adda, vista dall’alto      suo Il villaggio operaio Crespi a Capriate, pubbli-
                                                              cato nel 1894 in “L’edilizia moderna”. Conclu-
                                                              sa la propria formazione giuridica preso l’A-
                                                              teneo pavese, affiancata da soggiorni esti-
                                                              vi e da tirocini di lavoro negli stabilimenti co-
                                                              tonieri di Francia, Germania e Inghilterra, Sil-
                                                              vio Benigno sollecita il padre a mutare l’inizia-
                                                              le disegno nel quale forse erano previsti più
                                                              edifici plurifamiliari, orientandolo al disegno










                  Fig. 2. Crespi d’Adda, villette bifamiliari per le maestranze


                  posto alla confluenza dei fiumi Brembo e Ad-
                  da. Si deve a lui, Cristoforo Benigno – il cui
                  busto bronzeo domina la piazza del paese –
                  al rientro da un viaggio a Manchester, l’idea
                  della fondazione del villaggio all’interno del
                  quale integrare il luogo del lavoro – la fab-
                  brica – con il luogo degli affetti famigliari –
                  le case degli operai, dei direttori e capi re-
                  parto – convinto di potere offrire all’operaio
                  e alla sua famiglia un livello di vita superiore
                  a quello diffuso a quell’epoca. Da ciò deriva
                  anche l’idea di dotare il villaggio di struttu-
                  re che potessero garantire alla comunità una
                  sicura autosufficienza: l’ambulatorio, la cen-
                  trale termica per la produzione di acqua cal-  Fig.  3.  Ernesto  Pirovano,  il  castello,  residenza  della  famiglia
                  da, i bagni pubblici, i lavatoi, il dopolavoro, la   Crespi



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