Page 89 - Inarcassa 4_2022
P. 89
compare per la prima volta sulla rivista “Edili-
zia Moderna” dell’agosto 1894 come diretto-
re dei lavori di costruzione della chiesa “e del-
le altre importanti costruzioni industriali del
sig. cav. Crespi”, il che non risolve il problema
dell’individuazione del nome dell’architetto.
I primi corpi di fabbrica sorgono arretrati ri-
spetto alla strada, lungo la quale si allineano i
magazzini e gli uffici eretti successivamente.
Sono edifici caratterizzati da un leggero neo-
medievalismo ispirato alla lezione di Camillo
Boito, mentre citazioni neogotiche più mar-
cate connotano i corpi della fabbrica e quel-
li destinati a uffici eretti nel 1925. Allineato a
questo “lombardismo” stilistico sono le villet-
te sorte dopo il 1890 con cornici marcapiano,
ghiere in cotto in una ricercata unità di am-
biente. I nomi emergenti legati alle architet-
ture del villaggio sono quelli, prima citati, di
Gaetano Moretti e Ernesto Pirovano.
Al Moretti è tradizionalmente attribuita la
progettazione dell’industria tessile di Crespi,
i cui opifici possono raggrupparsi in sei bloc-
chi architettonici a pianta rettangolare paral-
Fig. 9. Crespi d’Adda, il lavatoio pubblico
co e quello del parroco costruiti sulla collina
che domina la piazza della chiesa, due cen-
trali elettriche, una centrale termica, il serba-
toio circolare per l’acqua, sopraelevato su esi-
li pilastri (fig. 10).
La storia architettonica di Crespi è sufficien-
temente chiara, come abbiamo visto, nei
tempi di costruzione. La prima parte della
fabbrica, con le prime case operaie che costi-
tuivano un insieme di costruzioni nella parte
bassa del paese, furono costruite fra il 1878
e il 1880. Non si conosce il nome del pro- Fig. 10. Crespi d’Adda, serbatoio sopraelevato per acqua a co-
gettista, e il nome dell’ingegnere P. Brunati, rona circolare
87

