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abbandonata al degrado e ai vandalismi, fino
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                                                              cessione  di derivazione  per  lo  sfruttamento
                                                              idroelettrico delle acque e si rende così possi-
                                                              bile la ristrutturazione dell’intero sistema pro-
                                                              duttivo di energia elettrica (fig. 15 e 16).
                                                              Con un attento lavoro di restauro conservati-
                                                              vo il livello 0 (galleria sala macchine) e l’invo-
                                                              lucro esterno dell’edificio hanno mantenuto i
                                                              caratteri originari.
                                                              Ciò fu reso possibile dal miglioramento tecno-
                                                              logico delle macchine idrauliche ed elettriche
                                                              di nuova installazione che, riducendo conside-
                                                              revolmente i volumi di ingombro, hanno per-
                                                              messo di posizionare la nuova parte tecnolo-
                                                              gica ai livelli -1 e -2 senza dover interferire con
                                                              il livello 0. A livello della galleria si conservano
                                                              nella loro suggestiva bellezza come moderne
                                                              installazioni artistiche le carcasse esterne in
                                                              acciaio degli alternatori, le macchine a servi-
                                                              zio del funzionamento delle vecchie turbine e il
                                                              pulpito di comando con i vari quadri elettrici ri-
                                                              salenti all’epoca della costruzione (1909).
                                                              La nuova centrale idroelettrica oggi è tornata
                                                              produttiva e sfrutta una portata massima di
                                                              60 m3/s con un salto nominale di 4,83 m. La
                                                              portata ora alimenta solo due turbine Kaplan
                                                              che forniscono ciascuna una potenza mas-
                                                              sima di 1141,3 kW e una potenza elettrica di
                                                              1200kVA. <
                  Fig. 16. Crespi d’Adda, centrale idroelettrica restaurata, galleria
                  sala macchine                               Dalla visione diretta e dall’analisi dell’architettu-
                                                              ra del villaggio di Crespi d’Adda emerge la predi-
                                                              lezione per il neogotico e per la cultura lombarda
                  no ubicati gli alternatori e i quadri elettrici e il  più in generale e si evidenzia l’interazione di due ti-
                  pulpito di comando.                         pologie costanti, una di carattere tecnico-decora-
                  Il disegno dell’interno della galleria è stato  tivo in relazione al materiale da costruzione: late-
                  sviluppato dall’architetto Ernesto Pirovano  rizio intonacato, laterizio vivo, conglomerato detto
                  che in modo suggestivo ha interpretato que-  ceppo, legno; l’altra di ordine architettonico -fun-
                  sto spazio produttivo come spazio scenogra-  zionale in relazione alla permanenza di costanti ti-
                  fico: pavimento in legno, decorazioni parietali  pologiche nei moduli planimetrici geometrici, nei
                  dipinte a tempera e gli stessi finimenti in ac-  rapporti di dislocazione simmetrici rispetto a una
                  ciaio e ghisa presentano lavorazioni che ne  suddivisione a scacchiera del piano urbanistico. Il
                  esaltano la raffinata ricercatezza.         fascino di Crespi d’Adda deriva dalla conservazio-
                  La centrale rimase operativa fino al 1992. Nel  ne quasi perfetta del suo tessuto urbano e dal feli-
                  2003 lo stabilimento fu dismesso e la centrale  ce rapporto con la natura del paesaggio dell’Adda.




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