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professione
Maurizio Mannanici
Archeologia industriale,
un colorato grido di dolore
ella prima periferia di Ragusa, in una riabile da cui derivava la diversa colorazione e
campagna lambita da qualche brano il pregio del materiale.
N di città, limitrofa alla strada che drit- I bitumi naturali sono abbastanza diffusi nel
ta digrada verso il mare, tra ragnatele di muri mondo. Costituiscono in qualche caso il ma-
a secco che delimitano le masserie e le “chiu- teriale impregnante di molte rocce, tipo are-
se”, nell’altopiano di contrada Tabuna, si trova narie e calcari, oppure si trovano sotto forma
il sito industriale Ancione distribuito in un’a- di vene nel sottosuolo o come affioramenti
rea di 150.000 metri quadrati. superficiali.
La fabbrica aveva tre grandi linee di produzio- Questi giacimenti sono tra i maggiori d’Euro-
ne: le mattonelle di asfalto; l’asfalto strada- pa e nel territorio ragusano la pietra calcarea
le evoluto fino alla produzione di conglome- impregnata è denominata “pietra pece”.
rati bituminosi; il mastice, cioè l’antenato del- Questa roccia bituminosa, opportunamente
le guaine impermeabilizzanti. lavorata, è stata utilizzata per edificare, de-
Perché nacque qui questo polo industriale? corare e arredare il grande patrimonio stori-
L’azienda Ancione per l’estrazione della ma- co-culturale e architettonico del centro stori-
teria prima contava su una cava a cielo aperto co e dei diciotto monumenti Unesco del tardo
e su una miniera scavata sotto l’altopiano do- barocco ragusano.
ve sorge la fabbrica. Da qui si estraeva la roc- La pietra pece si estrae ancor oggi e, quan-
cia asfaltica, con un contenuto di bitume va- do è riscaldata, oltre a emanare un profumo
Agglomerato industriale A. Ancione. Stabilimento Ragusa
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