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professione




                  re, oltre ad essere durature ed esteticamen-
                  te gradevoli.
                  Le mattonelle di asfalto sono state utilizza-
                  te per la pavimentazione di strade e marcia-
                  piedi, di cortili, di aree interne alle costruzio-
                  ni. Nel 1991, il periodo di maggiore espansio-
                  ne, la Ditta Ancione produsse e vendette ol-
                  tre 1 milione e 200 mila mq di mattonelle di
                  asfalto!
                  Nel 2013 la Ditta Ancione chiude e finisce
                  un’epoca di sviluppo economico incentrato
                  sulla pietra pece. Un periodo lungo oltre 150
                  anni in cui furono coinvolti migliaia di lavora-
                  tori e di famiglie, in cui si trascinò l’economia
                  dell’intera provincia ragusana con la creazio-
                  ne di varie attività indotte che durarono alcu-
                  ni decenni. Si pensi, ad esempio, alle centinaia
                  di carretti a trazione animale che, in carovana
                  trasportavano le pietre asfaltiche all’imbarco
                  per l’esportazione.
                  Il sito industriale resta quindi privo di utilità: i
                  silos, i capannoni per lo stoccaggio, le presse,
                  tutto resta immobile e silenzioso in balia del
                  tempo che ne corrode le strutture e conduce
                  all’oblio un luogo di intensa attività e lavoro.
                  Uno spazio in cui la memoria si mescola con le
                  emozioni umane, con la laboriosità, con la fa-
                  tica, con la capacità di utilizzare e rielaborare
                  le risorse naturali.
                  Dopo aver spento definitivamente le macchi-
                  ne, lo scorso anno a fine del 2020, la fabbri-
                  ca ha riaperto i cancelli sotto un’altra veste:
                  una manifestazione di murales, la “Bitume –
                  Industrial Platform of Arts”. Un progetto che ha
                  ridato breve ed effimera vita a questo com-  Agglomerato industriale A. Ancione. Stabilimento Ragusa
                  plesso industriale, collegandolo all’arte pub-
                  blica.
                  Sotto la guida del direttore artistico Vincen-  Sono stati oltre 25 gli artisti provenienti da
                  zo Cascone, ideatore di festival di arte mura-  tutto il mondo, tra gli esponenti più impor-
                  ria, e il coinvolgimento dell’ultimo erede del-  tanti del muralismo contemporaneo, che
                  la famiglia Ancione, Manfredi, la manifesta-  hanno lasciato un loro segno in questo luo-
                  zione ha concesso a tutti la possibilità di vi-  go affascinante, quasi sacralizzandolo. Tra gli
                  vere un racconto di storia che spazia dall’ar-  altri, l’australiano Guido van Helten, l’italiano
                  te alla geologia, all’imprenditorialità, all’inge-  Luca Barcellona, il polacco M-City, lo spagno-
                  gneria, all’architettura, fino all’archeologia in-  lo Sebas Velasco, i greci Simek e Dimitris Ta-
                  dustriale.                                  xis, il moscovita Alexey Luka, l’italiana Marti-




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