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Agglomerato industriale A. Ancione. Stabilimento Ragusa
na Merlini, Moneyless eNever 2501, l’argen- tistica azione egocentrica, distante dall’inte-
tino Francisco Bosoletti, il madrileno Amppa- resse pubblico? Forse tutto coesiste, ma, per
rito, i tedeschi Case Maclaime SatOne, il sici- contro, è molto più stimolante accogliere po-
liano Licama, il fotografo Alex Fakso, per gior- sitivamente la sensibilità trasmessa da questi
ni si sono cimentati su un tema di apprezza- messaggi visivi, la cui forza trascina la società
bile attualità. a riflettere sul passato per trovare risposte sul
Non si è trattato solo di un festival di arte futuro riuso di questi luoghi, dove si condensa-
muraria ma l’esperienza visiva si è intreccia- no storia e memoria delle comunità.
ta in modo avvolgente con la carica di vita, di L’accattivante lettura del degrado che avvol-
umanità e di passione, di cui il luogo è denso. ge questa archeologia industriale può essere
Un incastro perfetto, condensato e sintetiz- una delle possibili risposte a luoghi simili, ab-
zato nella scelta compiuta da Van Helten di bandonati e sparsi in tutta Italia.
raffigurare su un silos il volto del falegna- Non si tratta però di esperimenti di riquali-
me ragusano Meno Leffa, colui che ha pas- ficazione, quanto, invece, di colorate grida di
sato gran parte della sua vita lavorando per dolore per ciò che perdiamo, più per impoten-
la azienda Ancione, attribuendogli così il ruo- za che per inconsapevole rimozione.
lo di sorvegliante silenzioso, simbolo e custo- L’importanza storico-culturale e ambienta-
de della memoria del luogo. le del sito ragusano ha determinato la Regio-
Dobbiamo definire questi murales come se ne Siciliana ad istituire il Museo regionale natu-
fossero solo catalizzatori percettivi che sfoca- rale delle miniere di asfalto di Castelluccio e del-
no tutto il resto? Dobbiamo pensare che que- la Tabuna con la Legge Regionale n. 17 del 15
sti flash grafici incuneati tra pieghe di macchi- maggio 1991, senza risorse economiche per
nari e capannoni cadenti possano attirare l’at- ottenere esiti tangibili. Adesso occorre un
tenzione solo su di sé mentre intorno resta la progetto di tutela, recupero, conservazione e
tristezza e il degrado? Da architetti e ingegne- fruizione delle strutture minerarie e di questo
ri dobbiamo respingere l’arte urbana e con- sito industriale prima che il tempo e l’incuria
temporanea in quanto forma minore di un’ar- dell’uomo ne cancelli la memoria. <
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