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Agglomerato industriale A. Ancione. Stabilimento Ragusa
ra per alcuni anni l’attività industriale, realiz- con l’addizione di calcarenite bianca, se ne ri-
zando cementi ed inerti per l’edilizia ricavati sultava ricca.
da calcare de-bitumizzato. Il prodotto artificiale, stipato in vasche inter-
Nel 1952 all’attività di estrazione e lavorazio- rate e in silos verticali, era mantenuto a tem-
ne della roccia si affianca la Ditta Ancione che, perature elevate per conservarlo allo stato
nata a Palermo, apre i suoi stabilimenti a Ra- semiliquido. Successivamente, dopo le altre
gusa e vi trasferisce la produzione di matto- fasi di arricchimento, era rimacinata per di-
nelle di asfalto per l’arredo urbano, di cui van- saggregare eventuali conglomerati formati-
tava essere unica produttrice. si in fase di raffreddamento e trasferita per
In breve tempo si articolò il sito industriale una nuova essiccazione, quindi stipata in cu-
con le tre macro aree produttive: l’area “nero” muli e raccolta in tramogge che alimentavano
per la lavorazione della polvere di asfalto; l’a- le presse per ottenere il prodotto finale.
rea “calce” e l’area “conglomerati bituminosi”. Al reparto presse si trovavano quelle rotati-
Per la realizzazione delle mattonelle d’a- ve Dorstener e quelle verticali Matrix. La Dor-
sfalto, dopo l’estrazione della roccia asfalti- stener era una pressa di tipo rotativo in cui il
ca, la successiva frantumazione e riduzione, materiale asfaltico (arricchito, macinato, es-
si otteneva una sabbia di grossa pezzatura, siccato) ricadeva negli stampi.
successivamente essiccata. In seguito, do- Le mattonelle erano prodotte con spesso-
po aver condotto le indagini sul contenuto di ri variabili da 2 a 5 cm e acquisivano le na-
idrocarburi naturali, la sabbia veniva trattata turali proprietà della roccia asfaltica: elasto-
o con bitume artificiale, se ne era povera, o plastiche, afoniche, antisdrucciole, antipolve-
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