Page 85 - Inarcassa 1_2019
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– fanno sì che oggi San Vincenzo al Voltur-
                                                              no rappresenti il luogo di maggior concentra-
                                                              zione, in Europa, di opere di arte e artigianato
                                                              appartenenti all’Alto Medioevo, uno dei pe-
                                                              riodi meno conosciuti della nostra storia.
                                                              Insomma, San Vincenzo al Volturno merita
                                                              senza dubbio, già di per sé, un viaggio, che si
                                                              trasformerà presto nella scoperta del Molise,
                                                              una delle regioni meno conosciute, ma più af-
                                                              fascinanti d’Italia che concentra, in pochi chi-
                                                              lometri quadrati, una varietà di paesaggi e
                                                              una ricchezza di memorie storiche (dalla più
                                                              remota preistoria all’età moderna) che hanno
                                                              pochi paragoni nel nostro Paese. <
                                                              Hanno collaborato: Federico Marazzi, professo-
                                                              re ordinario di Archeologia cristiana e medieva-
                                                              le – Università degli Studi Suor Orsola Beninca-
                                                              sa, Napoli; Alessia Frisetti, dottore di ricerca in
                                                              Archeologia e specializzata in Beni archeologici,
                                                              membro del direttivo della Società degli Arche-
                                                              ologi medievisti italiani – Università Suor Orsola
                                                              Benincasa, Napoli; Francesco Di Turi, architetto.






                  Epigrafe funeraria del sacerdote Tamfrid (primo quarto del IX
                  secolo)


                  ficio e l’altro, che possiamo apprezzare nel-
                  le eleganti scalinate in muratura ancora visi-
                  bili nel sito archeologico, ma anche nei com-
                  plessi sistemi di captazione e deflusso delle
                  acque piovane che, con canalette in muratu-
                  ra e in laterizi dall’alto del colle giungono fi-
                  no al fiume.
                  Conoscenze tecniche e ampie disponibili-
                  tà economiche hanno reso San Vincenzo al
                  Volturno uno dei più grandi cantieri e luoghi
                  di sperimentazione dell’Europa carolingia, di-
                  venuto poi modello architettonico e culturale
                  nel Mezzogiorno medioevale.
                  La quantità e la varietà dei reperti rinvenuti
                  nel corso degli scavi – oggi custoditi presso il
                  Museo Archeologico nazionale di Venafro (IS)   Testina in avorio di ippopotamo raffigurante un monaco (metà
                                                              circa del IX secolo)



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