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Gli scavi hanno messo in luce buona parte co più importante dell’alto medioevo euro-
delle strutture monastiche che occupano una peo. Coniugano, infatti, la capacità di riassu-
superficie di oltre 10.000 mq. Il primo nucleo mere l’intero universo della cultura religiosa
insediativo è localizzato a nord dove – sul- di quell’epoca in un locus limitatissimo, con
le fabbriche di un precedente insediamento il loro eccezionale carattere artistico, costi-
tardoromano – si innesta un compatto nu- tuendo un unicum assolutamente rilevante
cleo architettonico costituito da una chiesa e privilegiato. Ulteriore rilevanza deriva dal-
con terminazione trilobata, che insiste su una lo stato di pressoché integrale conservazio-
cripta (la Cripta di Epifanio) decorata da un ne, che ne permette un’analisi di natura sti-
elegante ciclo di affreschi, una seconda chie- listica e iconografica molto dettagliata. Data,
sa, un giardino porticato, un grande refetto- inoltre, la presenza del ritratto dell’abate Epi-
rio con bancali in muratura per le sedute ed fanio come vivente, se ne può collocare l’ese-
una sala per le riunioni cui si accede tramite cuzione al periodo in cui questi resse l’Abba-
un vestibolo. zia di San Vincenzo, e cioè fra l’824 e l’842. A
Particolare menzione meritano questi affre- dire il vero, indagini recenti sulle superfici pit-
schi che rappresentano forse il ciclo pittori- toriche hanno rivelato che la figura dell’aba-
Cripta di Epifanio – Arcangeli
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