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                  te fu realizzata in un secondo momento, ma
                  è comunque molto probabile che si possa col-
                  locare al massimo nei primi anni del IX secolo.
                  Gli affreschi narrano in chiave cristiana la ri-
                  velazione del mistero della vita dopo la mor-
                  te e, per far ciò, attingono a piene mani al te-
                  sto dell’Apocalisse di San Giovanni e al com-
                  mento che ne fece l’abate teologo Ambrogio
                  Autperto, vissuto a San Vincenzo nell’VIII se-
                  colo.
                  Sul fronte occidentale di queste strutture si
                  sviluppa un corridoio che collega quest’area
                  alla zona sud, in cui si erge la Basilica Maior
                  consacrata nell’808. Questo corridoio, che si
                  apre con un loggiato verso l’area centrale del
                  monastero, insieme ad un altro passaggio in
                  origine coperto a ridosso del Refettorio, co-
                  stituiscono rispettivamente i bracci ovest ed
                  est del chiostro.

                  All’interno del chiostro sono visibili le fonda-
                  zioni in muratura del  Lavatorium che dove-
                  va avere una copertura in legno e paglia. Alle
                  spalle del corridoio est si trovano invece i due
                  ambienti adibiti a cucina (con camere di com-
                  bustione e focolare in laterizi) e l’anticucina.
                  La Basilica ha una pianta a tre navate conclu-
                  se da un’abside e divise da due file di 12 co-
                  lonne in marmo di riutilizzo. La zona presbi-
                  teriale poggia sulla cripta semianulare, la cui
                  camera cruciforme, Cripta di Giosuè, che con-
                  serva ancora cospicue tracce di decorazione
                  con splendidi affreschi, è posta direttamen-  La cappella di S. Restituta a Nord della Basilica. Particolare del
                  te sotto l’altare.                          pavimeto in opus sectile
                  In seguito alle ricostruzioni tra X e XI secolo,
                  che portano all’edificazione dell’atrio con tre
                  bracci porticati, si rende necessaria la realiz-  L’insediamento, protetto a ovest dal Colle del-
                  zazione di un ingresso frontale con scalinata  la Torre sulla cui cima si colloca un grande edi-
                  monumentale, cui seguirà (nella prima metà  ficio turrito (in un’area precedentemente de-
                  dell’XI secolo) la realizzazione di un’imponen-  stinata ad uso funerario), doveva essere rac-
                  te torre in facciata affiancata da due struttu-  chiuso da un recinto murario. Questo è stato
                  re turrite più basse.                       rintracciato solo in parte nel settore nord a ri-
                  In questa fase, l’originario ingresso all’edificio  dosso del Volturno dove, insieme a un siste-
                  abbaziale, sul suo lato nord, va in disuso pri-  ma di banchine lignee, doveva collocarsi an-
                  ma di fungere da accesso alla cappella di san-  che uno degli accessi al cenobio.
                  ta Restituta, edificata sul finire dell’XI secolo.  Grazie alle decennali ricerche archeologiche




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