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Giovanni Paolo Canè,
Federico Marazzi, Alessia Frisetti terza pagina
e Francesco Di Turi
San Vincenzo al Volturno
Il grande “cantiere”
dell’Alto Medioevo
circa due chilometri a valle delle sor- sizioni territoriali, che ne accrescono notevol-
genti del Volturno, adagiato sulla pia- mente il patrimonio e il ruolo politico nel Mez-
A na di Rocchetta e protetto dalla cate- zogiorno. Oggetto di particolari attenzioni
na delle Mainarde, si trova il monastero be- da parte di Carlo Magno, il monastero si tro-
nedettino di San Vincenzo al Volturno. va proiettato in uno scenario “europeo” che –
Il Chronicon Vulturnense, scritto da un monaco grazie anche alla favorevole politica degli im-
di nome Giovanni agli inizi del XII secolo, rac- peratori di Sassonia – trasformerà il primiti-
conta le vicende del cenobio a parti- vo insediamento religioso in una vera e pro-
re dalla sua fondazione nei primi anni pria città monastica. Le uniche battute d’ar-
dell’VIII secolo. Fortemente sostenu- resto al suo sviluppo sono segnate da un di-
to sin dall’inizio dall’aristocrazia lon- sastroso terremoto nell’847 e da sanguinose
gobarda beneventana, San Vincenzo incursioni saracene, che costringono la comu-
può godere di privilegi ed esenzioni nità ad abbandonare il sito per circa 80 anni.
Il sito web del
monastero fiscali, oltre che di importanti acqui- Il ritorno dei monaci aprirà una nuova grande
Panoramica generale dell’altopiano di Rocchetta, su cui sorge l’abbazia di San Vincenzo al Volturno
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