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Lago di Como, Villa d’Este, fotografia di Dario Fusaro
mazione degli orti. In un primo tempo, le pian- i primi “giardini pubblici” concepiti come luo-
te utilizzate erano per lo più invasate o poste ghi per passeggiare e conversare.
in aiuole rialzate, adornate con piccole statue. Con la caduta dell’Impero romano scompar-
In seguito, il giardino si trasformò e si adornò ve l’arte del giardinaggio. Le città e le ville la-
di piante disposte attorno alla vasca centrale, sciarono spazio a rocche e castelli. Solo gli or-
così come testimoniato dalle case pompeia- dini religiosi portarono avanti le conoscenze
ne. Man mano che Roma si ingrandì nacque- tecniche e scientifiche di giardinaggio. Non a
ro i grandi parchi annessi alle ville patrizie con caso, nei monasteri si svilupparono i giardini
giardini ornati di ogni fasto: filari di alberi, ter- medievali per la contemplazione e la preghie-
razze, scalinate, uccelliere, alberi da frutto e ra. Spazi geometricamente regolari, divisi in
fiori, fontane e statue, che potremmo definire quattro parti con un elemento centrale, fon-
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