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che anche la “mera demolizione” possa esse- ne in continuo decremento (secondo l’ISTAT
re sostenuta da un incentivo? in Italia perderemo dieci milioni di abitanti in
cinquant’anni), è utile avviare una riflessione
La normativa sulla trasformazione del territorio nel senso
Demolire è più difficile che costruire: il Testo della sottrazione di volume edilizio ed even-
Unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001) tualmente della restituzione alla collettivi-
non comprende, infatti, tra gli interventi edili- tà di suolo permeabile. Uno strumento con-
zi la “mera demolizione”, ovvero la demolizio- creto che, sotto stretto controllo urbanistico,
ne a cui non faccia seguito alcuna ricostruzio- permetta di dare un’ulteriore risposta positi-
ne. Le ragioni di questa assenza devono es- va alle politiche messe in campo oggi in favo-
sere inquadrate da un lato nella dominante re della limitazione del consumo di suolo.
cultura della conservazione dello status quo Naturalmente in questo articolo non si trat-
e dall’altro nella propensione alla trasforma- ta degli edifici abusivi, per i quali è intervenu-
zione attiva del territorio, in una logica che ta una ordinanza di demolizione e rimessa in
sottende da sempre la pianificazione: la mo- pristino, né degli edifici sottoposti a vincolo o
difica del territorio viene intesa, quasi sem- di valore storico, che devono essere tutelati e
pre, come crescita (costruzione - ristruttura- non possono essere demoliti. Si tratta, invece,
zione - ampliamento). di tutti quei casi di edilizia minore e di scarsa
Invece, nella prospettiva di una popolazio- qualità architettonica, strutturale o energeti-
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