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professione
Gianluigi D’Angelo
Gas ed energia,
crisi a filo doppio
e la guerra dovesse andare ancora carbone annui e, da chi attualmente impor-
avanti per molto, già dal prossimo an- tiamo principalmente questa materia prima?
S no, per molti, i costi dell’energia diven- Oggi il 78% del carbone viene importato dalla
teranno insostenibili. Notizia di questi giorni Russia, è evidente allora che dovremmo tro-
è la stima di Goldman Sachs che per il 2023 vare altri canali di approvvigionamento. Te-
prevede che gli extracosti energetici po- niamo presente che il costo di questa mate-
trebbero portare il costo del gas a 400 eu- ria prima dal 2016 ad oggi è passata dai 60€/
ro al megawattora, incidendo quindi di circa Ton ad oltre i 100€/Ton, valori che certamen-
il 30% sul PIL europeo. Se si arrivasse a que- te aumenteranno nei prossimi mesi proprio a
sta condizione, poiché anche il costo dell’e- fronte dell’aumento della richiesta.
nergia elettrica e è legato a quello del gas, per A lungo termine, inoltre, si sta pensando di
le famiglie italiane, significherebbe un esbor- cartolarizzare il deficit economico-tariffa-
so in bollette da circa 500 euro al mese che rio, causato dagli extracosti sulle bollette, per
potrebbero arrivare ad oltre 600 euro al me- ridistribuirlo sotto forma di accise in un ar-
se con un blocco delle forniture dalla Russia, co temporale di 10 o 20 anni, il che vuol di-
scenario ad oggi materializzato dalle esplo- re avere un fardello di debiti per le future ge-
sioni che hanno danneggiato i gasdotti Nord nerazioni.
Stream 1 e 2. In tutto questo ragionamento, nel piano del
Le conseguenze nell’immediato sono la ria- Ministro Cingolani, al netto dell’invito a fa-
pertura di 7 centrali a carbone che nel com- re meno docce, ad abbassare di un grado e
plesso compenseranno, con il carbone, l’equi- ridurre di un’ora l’accensione dell’impianto
valente di circa 3 miliardi di metri cubi di gas, di riscaldamento, forse si trascura l’aspet-
equivale al 5% del fabbisogno nazionale con to della riduzione dei consumi, che potreb-
un impatto ambientale devastante che ripor- be contribuire in modo significativo nel pro-
terà il nostro Paese indietro di decenni. Inol- cesso di autonomia energetica. Ragionare
tre, nessuno si è chiesto quale sia la dimen- sul taglio dei consumi attraverso un cambia-
sione economica per rimettere in moto que- mento delle abitudini degli italiani è lodevole
sti impianti, per lo più risalenti agli anni ’50, dal punto di vista dei buoni principi, ma pro-
che necessitano di adeguamenti in termi- babilmente poco efficace in termini realmen-
ni di sicurezza ed adeguamenti a norma che te pratici.
nel complesso non sorprenderebbe se i co- In tutto questo ragionamento, invece, del-
sti arrivassero a qualche centinaio di milio- la riduzione dei consumi ha un certo rilievo il
ni di euro. A questi costi si aggiungono an- Superbonus. Siamo certi, infatti, che sia eco-
che quelli della materia prima. Attualmente nomicamente vantaggioso investire centi-
in Italia, abbiamo solo una miniera di carbo- naia di milioni di euro tra riapertura delle cen-
ne attiva in Sardegna che produce 1 milione trali a carbone e importazione dalla Cina del-
di tonnellate di carbone annui, quantità cer- la materia prima? Non sarebbe più logico af-
tamente non sufficiente per il potenziale fab- fiancare un piano di efficientamento ener-
bisogno. Avremmo pertanto la necessità di getico degli edifici, piuttosto che indebitar-
importare almeno 1,2 milioni di tonnellate di ci compensando il deficit attraverso l’utilizzo
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