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professione
Maria Cicchitti*
Sulla demolizione,
o del contrasto al consumo
di suolo
Una riflessione su un intervento edilizio che non esiste
e sul consumo di suolo
bito in una città meridionale di me- Tuttavia, la facilità nel realizzare edifici nuovi
dia dimensione, che negli anni Settan- ha impedito un reale rinnovamento del resto
A ta ha condiviso con tante altre realtà del tessuto esistente e il suo adeguamento
italiane il percorso di elaborazione e appro- alle esigenze della vita contemporanea: dal-
vazione del Piano Regolatore Generale. L’esi- la accessibilità al miglioramento strutturale
genza era quella di porre sotto controllo l’edi- in funzione antisismica, dall’efficientamento
ficazione massiccia, che aveva da pochi an- energetico all’approvvigionamento di energia
ni cambiato in modo consistente il volto della rinnovabile. Nella maggior parte dei casi l’esi-
città, e di fermare la sostituzione selvaggia di stente è semplicemente rimasto agli standard
parti del tessuto urbano consolidato con “pa- che possedeva al momento della sua rea-
lazzine” svettanti sull’esistente, dissonanti lizzazione.
nelle forme e nei materiali rispetto alla città Il risultato di questa attività edilizia si riflette
storica. Il Piano, elaborato negli anni del “bo- oggi in una spaventosa discrepanza del mer-
om economico”, è approdato in città un an- cato immobiliare di molti centri del Sud Italia,
no prima della cosiddetta “austerity”, la crisi in cui l’imponente offerta di immobili in vendi-
petrolifera del 1973/74, con tutto il suo por- ta non è bilanciata dall’esigua domanda di ac-
tato culturale di ottimismo progressista: nel- quisto. La diretta conseguenza è nell’abban-
la prefazione si legge, infatti, che è dimensio- dono di alcune “vecchie” abitazioni che, per
nato tenendo conto della crescita del nume- motivi diversi (assetti ereditari, spostamen-
ro degli abitanti da 50.000 a 90.000 unità (!). ti migratori, zone urbane non raggiungibili co-
Negli anni seguenti la crescita degli abitanti modamente, ecc.) smettono di essere utiliz-
non c’è stata (siamo 49.000 nel 2022), il PRG, zati e rimangono silenti sotto l’azione corro-
invece, è stato attuato in tutte le sue pre- siva del tempo, quella invasiva delle piante in-
visioni volumetriche. In aggiunta, negli an- festanti, quella distruttiva dei vandali. Accade
ni successivi, sono stati promossi altri stru- nei centri storici, ma anche nelle campagne,
menti urbanistici che hanno consentito la re- e la diffusione di questo fenomeno è mag-
alizzazione di ulteriore nuova cubatura edili- giore di quanto si pensi, come testimoniano
zia (il Decreto Sviluppo, il Piano Casa, il Recu- numerosi articoli di stampa sui ruderi urbani,
pero abitativo dei sottotetti - solo per citar- sull’abbandono delle campagne e sul degra-
ne alcuni) strumenti che hanno contribuito ad do delle periferie.
aumentare il carico volumetrico in molte par- Abbiamo più case di quelle che ci occorrono,
ti del tessuto urbano, investendo anche le zo- cosa facciamo di quelle che sono inservibili? È
ne agricole.
possibile, dopo tanto costruire, formalizzare
tra gli interventi edilizi un intervento che per-
* Con la collaborazione del Comitato di Redazione per le metta, ove serve e ce ne siano le condizioni, la
ricerche sulla normativa urbanistica regionale. “mera demolizione”? È possibile immaginare
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