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Per Mauro
Non riesco a volgere lo sguardo oltre le mie spalle per ricordare Mauro, è impossibile per me farlo. È
presente nella mia memoria con una immagine forte, indelebile, attuale.
Lo è sempre stato, in particolare negli anni che, grazie ad amicizie comuni, ho potuto conoscerlo e
apprezzarlo quando mi aiutava a crescere all’interno di Inarcassa con i suoi fondamentali contri-
buti.
È stato, ma dovrei dire che lo è ancora oggi, un punto di riferimento. I suoi insegnamenti, la sua ami-
cizia mi appartengono, appartengono alla mia esperienza, al mio percorso all’interno della previden-
za dei Liberi Professionisti Ingegneri e Architetti.
Un’amicizia fatta spesso di silenzi, piccole note, cenni, sfumature ai più impercettibili, mai parole inu-
tili, ridondanti, eccessive. Questo è per me Mauro.
Con la sua intelligenza, il suo sottile umorismo, sapeva sempre indicarti la strada nei momenti diffi-
cili. Quando gli altri si perdevano, si smarrivano, si disunivano, lui sapeva sempre cosa fare, quale di-
rezione prendere, come riaggregare teste e idee diverse.
Di lui ho un ricordo importante, un consiglio che all’inizio pareva marginale, inutile, scontato, ma che
nel tempo ritornava in continuazione, come una palla di gomma tirata contro un muro… che ti colpi-
va inaspettatamente.
Atterrato a Venezia, eravamo in viaggio verso Sappada dove ci aspettava un incontro con un nume-
roso gruppo di delegati di Inarcassa, sfociato in una indimenticabile serata di festa per la sua par-
ticolarità, quando Mauro, sapendo del mio impegno all’interno del Cda di Inarcassa mi disse: “Gian-
franco devi prenderti un sostituto in studio se vuoi svolgere il compito di consigliere con responsa-
bilità, io l’ho fatto”.
Risposi, in modo superficiale, che ci avrei pensato… mi pareva onestamente una esagerazione dover
compensare il tempo del mio impegno in Inarcassa con il coinvolgimento di una figura professionale
in grado di sostituirmi nella quotidianità del lavoro.
Riflettendo però sulle sue parole mi colpì il peso di tale suggerimento.
Mauro voleva dirmi che mettendomi a disposizione di Inarcassa avrei seriamente compromesso il
mio lavoro. Come era possibile che questo avvenisse? Come puoi lavorare alla previdenza della Libe-
ra Professione e compromettere la professione stessa?
Questo era il messaggio di Mauro: la previdenza dei liberi professionisti è un tema talmente grande,
talmente importante che decidere di occuparsene in modo serio, costruttivo, rappresenta un impe-
gno “totale” e “totalizzante”, che va oltre al tempo materialmente dedicato alle riunioni, agli incontri,
ma che occupa l’intero spazio quotidiano, lavorativo, familiare, del tempo libero, impegno che non ti
lascia più spazio per altre cose.
Ecco cosa voleva dirmi Mauro con quelle parole apparentemente marginali, buttate lì quasi per ca-
so, per un mero dialogo di viaggio…e debbo riconoscergli la portata e i contenuti di un impegno che,
quando viene assunto, non puoi esimerti dallo svolgerlo con tutta la forza che, lui per primo, ha sa-
puto fare.
Occuparsi di Inarcassa, della previdenza dei Liberi Professionisti, vuol dire occuparsi del futuro stes-
so della nostra professione e, se serve, devi essere in grado di offrire il tuo totale impegno.
Per questo Mauro ti ringrazio, per questo Inarcassa deve ringraziarti, per questo continui a essere
presente in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di avere la tua amicizia.
Gianfranco Agostinetto
Ricordo di Mauro
Solo poche righe di raccontare in poche righe il percorso umano e professionale intrapreso con il col-
lega e amico Ing. Mauro di Martino.
Ricordo ancora oggi con affetto gli anni passati insieme, prima nello SNILPI – il Sindacato Nazionale
degli Ingegneri Liberi Professionisti Italiani – la nostra rappresentanza professionale e poi nel Consi-
glio di Amministrazione Inarcassa, di cui Mauro è stato vicepresidente.
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