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Dedicato a Mauro di Martino
do musicale, note di cinema, frammenti d’arte e spettacolo. Sagacia e fantasia, dunque, qualità, che
valgono per riconoscere a Mauro la capacità di coinvolgere il lettore oltre l’approfondimento dei temi
legati principalmente alla professione. Un ringraziamento all’amico anche per questa preziosa eredi-
tà, che cerchiamo di valorizzare come lui avrebbe voluto.
Claudio Guanetti
Per Mauro di Martino
Persona per bene, figura signorile; ciò che soprattutto mi ritorna in mente, ricordando Mauro di Mar-
tino “l’ingegnere”, dopo la sua scomparsa, è l’impegno intelligente e il senso di responsabilità nel suo
ruolo di rappresentanza degli associati Inarcassa, sia come delegato che come consigliere di ammi-
nistrazione e vicepresidente.
È anche vero, se non scontato, che le parole in memoria di un amico, con cui si è strettamente e pro-
ficuamente collaborato, non possono essere che di elogio. Ma vorrei evitare la retorica consuetudine
del citare la “solarità” e la “bravura”, per soffermarmi su una definizione che solevo associare ai col-
leghi più capaci e più seguiti negli interventi in Comitato Nazionale.
La parola “guru”, usata da me in modo più fantasioso e un tantino benevolmente scherzoso rispetto
alla parola “maestro”, si adatta alla figura di leader che alcuni personaggi delegati hanno assunto in
passato in materia previdenziale. E Mauro di Martino è tra questi.
In letteratura, infatti, in prima battuta è un titolo attribuito ad ogni persona degna di rispetto e di am-
mirazione e in seguito a colui che ha la responsabilità della formazione dei colleghi. Più semplicemen-
te a chi svolge, o a chi viene attribuita la funzione di guida intellettuale, espressa anche con grande
favore nelle votazioni interne.
Pensiero lucido, a volte determinato e in qualche occasione rigoroso, esprimeva le sue idee fino alla
necessità di una decisione, condivisa o dissentita, senza però mai perdere di vista l’interesse dei libe-
ri professionisti architetti e ingegneri.
Sotto la presidenza di Paola Muratorio, ha collaborato fattivamente per la riforma previdenziale e per
l’implementazione dell’assistenza agli associati. Anche per agire in forma meno istituzionale ma più
professionale, è stato tra i fondatori della Fondazione Inarcassa, dove si è confrontato con pari digni-
tà con i rappresentanti delle categorie tecniche a livello nazionale.
Mi piace tuttavia ricordarlo anche per la sua sopraffina passione per la cucina, per la preparazione di
alcuni piatti particolari che ci proponeva nelle cene in privato dei consiglieri e per il piacere di stare in-
sieme magari attorno a un bicchiere di vino.
Per non dire sempre solo bene, il suo comportamento sollevava a volte alcune critiche. Per un atteg-
giamento apparentemente scontroso o poco accomodante, in nome della logica del suo pensiero. In
quei casi però sapeva fare il cosiddetto passo indietro pur di conseguire la tesi più efficace e oppor-
tuna, impegnandosi per la squadra.
Mi unisco al “ciao Mauro” degli amici delegati, a me personalmente ha insegnato molto.
Enrico Rudella
Ciao, Caro Amico
Caro Mauro, questa volta è proprio dolorosa.
Noi, negli ultimi anni, non ci sentivamo molto spesso, più o meno ogni 2 o 3 mesi. Una data fissa però
era il tuo compleanno, molto vicino al mio. Ma quest’anno per poche settimane non ci è stato possi-
bile. Tu da fiero isolano, io da chiuso montanaro, non esternavamo mai i nostri sentimenti profondi
se non in condizioni particolari. Fra noi questi momenti ci sono stati e questo, ora, mi ha fatto pensa-
re spesso ai lunghi periodi passati insieme: la nostra amicizia non aveva bisogno di esibizioni o di di-
chiarazioni ma ora, come spesso accade, rimpiango di non aver potuto parlare con te di tante cose.
Ti ho conosciuto a Roma circa 30 anni fa: io nuovo entrato in CdA Inarcassa e tu già profondo esper-
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