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to. Mi hai insegnato molte cose, mi hai instradato in quel percorso non facile di amministratore della
nostra Cassa. Allora era veramente difficile. Non avevamo un DG, il patrimonio era parte immobilia-
re e parte in titoli pubblici, l’informatica era ai primordi e tutto, per i 53 mila iscritti, si faceva manual-
mente con enormi difficolta di dialogo. Abbiamo immediatamente legato anche se provenienti da
esperienze diverse e questo non tanto perché eravamo coetanei, perché avevamo una composizio-
ne familiare esattamente identica o per le molte altre coincidenze che poi avremmo scoperto negli
anni ma perché, per entrambi, il motivo saliente di essere alla Cassa era per il grande rispetto e con-
siderazione dell’essere liberi professionisti. Quello per noi, ben prima di un lavoro era il nostro mo-
do di vita, il nostro pensiero. Consideravamo la nostra attività in Cassa come periodo diciamo di ser-
vizio da farsi con il massimo impegno certo, ma solo un periodo e non certo una alternativa alla no-
stra professione. Questo pensiero comune ci ha subito unito forte, poi gli aneddoti, le questioni quo-
tidiane non hanno fatto altro che corroborare l’amicizia. Nei primi mesi della mia attività consigliare
eravamo seduti vicini e, oltre alle tue capacità nella ricerca di risolvere i molti problemi sempre vede-
vo anche il grande impegno che mettevi per comporre “la rivista”. Eri il direttore e ci tenevi moltissi-
mo anche perché in quegli anni i rapporti con gli iscritti erano difficilissimi e la rivista poteva essere
uno dei pochi strumenti di dialogo.
La cosa che alla fine di questo lungo percorso della nostra attività in Cassa, svolta con modalità e re-
sponsabilità diverse, ci ha rivisto insieme è stata la Fondazione. Il concetto stesso della Fondazione
Inarcassa è proprio la difesa, a denti stretti, della nostra professione. Quando dall’idea si è passati ai
fatti, scelti io e te, penso, proprio perché durante la fase delle idee eravamo stati tra i più combattivi, ci
siamo trovati con tutto, ma veramente tutto, da costruire. È stato molto difficile l’inizio: cinque com-
ponenti del Consiglio, con una persona distaccata dalla Cassa, un po’ di risorse e una piccola stanza.
Impegno massimo di tutti, con te, Mauro, che in questa attività hai dato il meglio: sei sempre stato un
vulcano di idee. Questo, dare attuazione ad alcuni dei tanti progetti, assieme alle tante attività for-
mali e di avviamento, ha consentito alla Fondazione di partire.
Dopo un certo tempo, quando anche molti altri colleghi hanno visto che la Fondazione poteva, an-
zi doveva, essere il baluardo forte e coeso della nostra professione e di noi professionisti, le difficol-
tà, via, via si sono ridotte.
Chi ha conosciuto Mauro di Martino non ne ha certo dimenticato doti, pensiero e attività. Non ne ha
certo dimenticato l’intelligenza, la volontà e la correttezza.
Per tutti quelli, più giovani, che oggi esercitano con fatica e difficoltà la professione spero vivamente
che la Fondazione istituisca un’attività in grado di ricordarne tutti i valori.
Ciao Mauro, il dolore è tanto, veramente. Mi è di conforto ricordare che quando, quasi per scaraman-
zia, parlando dei nostri acciacchi speravamo di non essere in futuro di peso agli altri andandocene in
silenzio. Per te così è stato, caro amico mio!
Andrea Tomasi
Un ricordo…
Non riesco a pensare che l’Ing. Mauro di Martino sia scomparso.
Dal primo incontro avuto con lui a Roma, nel lontano 2000, ha cercato di mettermi subito a mio agio,
con il suo modo gentile ed educato di porsi.
Persona corretta e capace, in grado di trovare sempre le soluzioni ai problemi. È stato un piacere col-
laborare con lui.
Anche quando non gestiva più la rivista Inarcassa, abbiamo continuato a sentirci, confrontandoci su
temi che andavano al di là del mondo lavorativo, era sempre pronto a darmi un consiglio intelligente.
Mi sento onorato e fortunato ad aver avuto la sua amicizia.
Non so se con le mie parole sono riuscito a descrivere la grande persona che è stata, ma certamen-
te il suo ricordo rimarrà impresso per sempre nel mio cuore.
Nazzareno Scarscelli
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