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le foto del fil rouge





                                      L’architettura

                                      nella natura






















                     iStock.com/alexandrumagurean

                     Il rapporto tra architettura e natura ha ori-  biamo visto sorgere palazzi di sei o sette
                     gini antichissime. I villaggi e le città sono  piani in villaggi di montagna, enormi ca-
                     sorte nei luoghi più favorevoli: sulle spon-  serme tra dolci colline o giganteschi con-
                     de di un fiume o in un golfo sulla costa per  domini in riva al mare. Nel linguaggio gior-
                     poter utilizzare l’acqua come strada per i  nalistico edifici completamente avulsi dal-
                     commerci e per il sostentamento. Oppu-   la realtà circostante vengono spesso chia-
                     re in cima a una collina per difendersi dai  mati “ecomostri”.
                     nemici e controllare il territorio. Inoltre, i  Secondo Vittorio Gregotti, al quale è de-
                     materiali necessari alla costruzione degli  dicato un ampio articolo su questo nume-
                     edifici erano quasi sempre reperiti in lo-  ro, l’architettura deve entrare in vibrazio-
                     co, cioè quello che la natura metteva a di-  ne con il contesto o non è. Per Frank Lloyd
                     sposizione, dal legno delle Alpi alle pietre  Wright, fondatore dell’architettura organi-
                     dell’Appennino.                          ca, va rifiutata la mera ricerca estetica o il
                     Attraverso il progresso tecnico e alla faci-  semplice gusto superficiale. Per l’architet-
                     lità di reperire materiale anche a centina-  to americano la progettazione architetto-
                     ia di chilometri, l’uomo ha iniziato a pen-  nica dovrebbe creare un’armonia tra l’uo-
                     sare di poter costruire senza dover “ren-  mo e la natura, costruire un nuovo siste-
                     dere conto” alla natura. Così dal moder-  ma in equilibrio tra ambiente costruito e
                     nismo nasce un’architettura universa-    ambiente naturale attraverso l’integrazio-
                     le per la quale il progetto diventa astratto  ne dei vari elementi artificiali e naturali. Ne
                     e la sua realizzazione possibile in qualun-  è l’esempio più lampante la sua Casa sul-
                     que luogo e con qualsiasi materiale. Strut-  la cascata (Casa Kaufmann) del 1936 dove
                     ture che potrebbero essere ovunque, ma  l’edificio appare come la sorgente dell’ac-
                     sempre estranee al paesaggio. Così ab-   qua che scende giù per un breve salto.




                  Zaha Hadid, Bergisel Ski                Adalberto Libera, Villa Malaparte.
                  Jump. Innsbruck, 2002                                 Capri, 1942



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