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professione




                                                              convenzionale. Aveva infatti un telaio tubola-
                                                              re e una comune forcella anteriore, mentre il
                                                              motore, collegato alla ruota posteriore da una
                                                              catena, rimase in vista insieme agli altri or-
                                                              gani meccanici fino ai primi anni Cinquanta,
                                                              quando la Lambretta adottò una carrozzeria
                                                              in lamiera. Questo scooter fu comunque il pri-
                                                              mo a porsi in alternativa alla Vespa e nei suoi
                                                              venticinque anni di produzione conquistò nu-
                                                              merosi estimatori, tanto da creare un duali-
                                                              smo tra vespisti e lambrettisti simile a quel-
                                                              lo tra tifosi i di Coppi e Bartali o gli amanti dei
                                                              Beatles e dei Rolling Stones.
                                                              Il Galletto, prodotto dalla Moto Guzzi a parti-
                                                              re dal 1950, era invece una sorta di ibrido tra
                                                              motocicletta e scooter, della prima aveva le
                                                              ruote alte e le sospensioni del secondo il tela-
                                                              io aperto con carrozzeria in lamiera stampa-
                                                              ta. Noto anche con lo scherzoso appellativo
                                                              di “moto del prete”, perché anche quei prela-
                                                              ti che ancora indossavano la tonaca poteva-
                                                              no salirvi a bordo senza imbarazzo, grazie al-
                                                              le sue doti di confort e robustezza, il Gallet-
                                                              to riscosse un considerevole successo com-
                                                              merciale e può a buon diritto essere conside-
                                                              rato l’antesignano dei moderni scooter a ruo-
                                                              te alte.
                                                              Infine,  allontanandoci  definitivamente  dagli
                                                              scooter ma rimanendo ancora in Italia, vanno
                                                              ricordate le moto anticonvenzionali prodotte
                                                              dalla Parilla negli anni Cinquanta, caratteriz-
                                                              zate per l’impiego di una scocca portante in
                                                              lamiera stampata in un unico volume compo-
                                                              sto da serbatoio, vano portaoggetti sottosel-
                  Corradino D’Ascanio durante un collaudo di uno degli elicotteri
                  progettati negli anni ‘50                   la, parafango posteriore e porta targa e per
                                                              gli organi meccanici protetti da un carter. Co-
                                                              me ad esempio lo Slughi, motocicletta dalla
                  La Lambretta, prodotta dal 1947 per volon-  linea slanciata e originale, che si poteva gui-
                  tà di Ferdinando Innocenti, l’affermato in-  dare anche con l’abito elegante. <
                  dustriale produttore degli omonimi tubi per
                  ponteggi, fu a sua volta progettata da due
                  esperti ingegneri aeronautici, Pier Luigi Tor-  Un particolare e sentito ringraziamento alle ni-
                  re e Cesare Pallavicino. In comune con la Ve-  poti dell’Ing. Corradino D’Ascanio, Paola, Anna e
                  spa la Lambretta aveva la postura di guida,  Maria che orgogliosamente custodiscono la me-
                  la pedana, le ruote piccole e il comando del-  moria del nonno e hanno gentilmente fornito le
                  le marce sul manubrio, ma per il resto era più  immagini contenute nell’articolo.




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