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Corradino D’Ascanio in una foto degli anni ’50 che lo ritrae nel suo studio mentre fornisce indicazioni ad un collaboratore
la quota di quasi 18 metri e percorre una di- prestazioni Piaggio-D’Ascanio montate per-
stanza di oltre un chilometro. Misure che og- sino negli aerei Macchi e Caproni. Sempre alla
gi paiono risibili, ma che rimangono imbattute Piaggio, dove può anche riprendere lo studio
per diversi anni. I brillanti risultati ottenuti dal sugli elicotteri, D’Ascanio realizza il prototipo
D’AT3 fruttano al suo creatore la medaglia PD1, ancora dotato di eliche coassiali, che nel
d’oro del Reale Aero Club d’Italia, ma al di là 1935 gli consente di ricevere un nuovo incari-
dei pubblici riconoscimenti le autorità militari co per progettare un elicottero per il Ministe-
non sanno cogliere le potenzialità offerte dal ro dell’Aeronautica. Dopo due anni però il pro-
nuovo apparecchio volante, chiudono il rubi- totipo PD2 non è ancora pronto, il Ministero
netto dei finanziamenti e impediscono di fat- si ritira dall’iniziativa e neppure manifesta in-
to lo sviluppo di quello che è il primo elicotte- teresse davanti al prototipo PD3 che, come i
ro funzionante. Ormai priva di risorse, la so- moderni elicotteri, è dotato di un grande ro-
cietà costituita anni prima per la costruzione tore orizzontale e di una piccola elica verticale
di elicotteri si scioglie e D’Ascanio deve tro- di contro coppia. È il 1939 e l’Italia sta per en-
vare una nuova occupazione. Per sua fortu- trare nella Seconda guerra mondiale.
na l’esperienza acquisita con gli elicotteri nel- La guerra si conclude nel 1945 con il suo tra-
la progettazione di eliche a passo variabile gli gico bilancio di vittime e di miseria e con la
permette di entrare nell’azienda aeronautica necessità di riconvertire alla produzione civi-
Piaggio, dove mette a punto le eliche ad alte le quanto rimane dell’industria nazionale. Tra
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