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professione
                 Massimiliano Sirotti



                                      Corradino D’Ascanio:

                                      l’ingegnere che progettava

                                      elicotteri e fece “volare”

                                      la Vespa




                        opo  aver  trattato  degli  architetti  del  bero alzarsi da terra in verticale, volare in tut-
                        Novecento che si cimentarono nel  te le direzioni e rimanere fermi sospesi in aria
                 D progettare automobili, vorrei ora ren-     come  colibrì,  ma  ancora  non  ci  riescono.  La
                  dere omaggio al pioniere del volo degli elicot-  sperimentazione su quelli che verranno poi
                  teri, ingegner Corradino D’Ascanio, che dete-  chiamati elicotteri era iniziata con esemplari
                  stava le motociclette e che, forse proprio per  di scala ridotta sin dalla metà del ‘700, pres-
                  questa ragione, seppe ideare la Vespa, icona  soché insieme agli esperimenti sul volo ae-
                  dello stile di vita e del design italiano, prota-  rostatico dei fratelli Mongolfier, ma è soltan-
                  gonista  di  film  indimenticabili,  esposta  nel-  to nel ‘900 che, grazie al motore a scoppio, si
                  la collezione stabile del MoMa di New York,  comincia a intravvedere qualche possibilità di
                  prodotta in milioni di esemplari e ancora og-  successo. Francesi, ungheresi, slovacchi, ar-
                  gi punto di riferimento nel mondo degli scoo-  gentini, olandesi, sperimentano pale rotanti e
                  ter. Proviamo allora a raccontare come arrivò  pale battenti, coassiali, in tandem o parallele
                  questo sorprendente risultato.              e svariate altre soluzioni, in un susseguirsi di
                  Affascinato ancora ragazzo dalle imprese dei  tentativi dagli esiti talvolta incoraggianti, più
                  fratelli Wright, che nel 1903 avevano fatto  spesso disastrosi. Dominare le forze scate-
                  decollare la loro macchina volante, Corradino  nate dalla rotazione di pale orizzontali non è
                  D’Ascanio, abruzzese di Popoli (1891-1981),  cosa semplice e i prototipi risultano instabili e
                  si iscrive al Politecnico di Torino e si laurea in  praticamente inguidabili. Corradino D’Ascanio
                  Ingegneria Industriale Meccanica nel 1914.  si inserisce presto e con entusiasmo in que-
                  Subito  dopo  si  arruola  volontario  nel  Bat-  sta epopea pionieristica e, nel 1925, costitui-
                  taglione Aviatori del Genio Militare, dove fa  sce con il barone abruzzese Pietro Trojani una
                  esperienza diretta nel campo dell’aviazione  società per lo studio e la costruzione di elicot-
                  e partecipa alla progettazione e alla messa a  teri, da cui nascono i prototipi D’AT1 e D’AT2,
                  punto di diversi prototipi di aerei da combatti-  costruiti a Pescara nelle Officine Camplo-
                  mento impiegati nella Prima Guerra Mondia-  ne. Dotati entrambi di doppia elica coassiale,
                  le. Terminato il conflitto, dopo una breve de-  i due prototipi sono in grado di alzarsi da ter-
                  ludente esperienza professionale negli Sta-  ra appena per pochi secondi, quanto basta a
                  ti Uniti, torna alla città natale, dove si occupa  D’Ascanio e Trojani per ottenere un cospicuo
                  per qualche anno di ingegneria civile e indu-  finanziamento dal Ministero dell’Aeronautica
                  striale ideando macchinari tra i più dispara-  Militare per la realizzazione di un terzo proto-
                  ti, come un forno per panificazione e pastic-  tipo. Costruito nelle officine romane del Genio
                  ceria e un catalogatore di documenti elettro-  Aeronautico e spinto da un motore FIAT da 90
                  meccanico a schede perforate. La sua pas-   cavalli, il D’AT3 viene completato nel 1930 e,
                  sione rimane però il volo. In particolare è at-  nell’ottobre dello stesso anno, pilotato dal
                  tratto da quegli strani oggetti volanti senza  maggiore Marinello Nelli, stabilisce una serie
                  un nome preciso e senza ali fisse che dovreb-  di primati: vola per quasi nove minuti, sale al-



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