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La terrazza del “Corones”. Foto Alexa Rainer


                  Corones: dall’idea di Messner, al disegno di  della mia infanzia come le Odle e il Pilastro di
                  Hadid. Ogni museo è realizzato all’interno di  Mezzo del Sasso di Monte Croce, l’ascensione
                  vecchi edifici recuperati o in nuove strutture  più difficile della mia vita, così come i ghiacciai
                  spesso erette in luoghi impensabili. Il più affa-  granitici che sovrastano la valle Aurina”, spie-
                  scinante è certamente il “Corones”, edificio di-  ga Messner. Proprio sulla cima di Plan de Co-
                  segnato dall’architetto irachena Zaha Hadid e  rones si trova, quindi, il primo edificio dell’Al-
                  costruito in cima al Plan de Corones nel pun-  to Adige costruito secondo criteri parametrici.
                  to d’incontro tra val Badia, Valdaora e val Pu-  Zaha Hadid era famosa per la sua architettura
                  steria nei pressi della città di Brunico. Ultimo  in forma libera, basata su tecniche di proget-
                  museo ad essere stato completato è oggi for-  tazione digitali. La natura e l’ambiente circo-
                  se la struttura più famosa e apprezzata delle  stante giocano un ruolo decisivo, le forme ar-
                  sei. Qui si fonde in un unico elemento l’espo-  chitettoniche sem-
                  sizione e l’edificio dall’inconfondibile disegno  brano fondersi con     Il “Corones” guarda alla
                  di Hadid. La struttura guarda alla montagna  la realtà esterna. La
                  e allo stesso tempo ne fa parte come un can-  scelta del cemen-   montagna e allo stesso tempo
                  nocchiale appoggiato alla roccia. Dal suo bal-  to per i rivestimen-  ne fa parte come un cannocchiale
                  cone e dalle sue vetrate, lo sguardo spazia in  ti esterni e interni è   incastonato nella roccia
                  tutte e quattro le direzioni cardinali, anche ol-  dovuta al fatto che
                  tre i confini provinciali, dalle Dolomiti di Lienz  nessun altro materiale si presta altrettanto
                  a est fino all’Ortles a ovest, dalla Marmola-  bene ad essere gettato in tutti i volumi imma-
                  da a sud fino alle Alpi della Zillertal a nord. “Le  ginabili. Inoltre è quello che più assomiglia alla
                  vetrate del museo restituiscono le immagini  roccia, sia da un punto di vista ottico che tatti-





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