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re il mancato rispetto del Trattato di Parigi e  unisce tra loro le mura medievali con elemen-
                  per reclamare, al grido di “Los von Trient”, il  ti moderni e collezioni d’arte. Qui vive la fami-
                  diritto all’autonomia. L’edificio è stato recu-  glia Messner.
                  perato grazie a un progetto dell’architetto
                  Werner Tscholl che ha curato anche l’allesti-  Il Ripa di Brunico, dove le Alpi incontrano il
                  mento degli  spazi  espositivi. Tscholl, attra-  Tibet. Non lontano dal “Corones”, c’è il “Ripa”
                  verso l’uso di acciaio, vetro e ferro, concepi-  (che in lingua tibetana significa “uomo-mon-
                  sce il restauro come intervento di conserva-  tagna”), ospitato nel  Castello  di Brunico. La
                  zione del preesistente, garantendo sempre  prima citazione, con il nome di castrum Bru-
                  la possibilità di ripristino dello stato originale.  neke, risale al 1271. Sotto il dominio del prin-
                  Le coperture in vetro delle torri, ad esempio,  cipe  vescovo  Albert  von  Enn  (1324-1336),  il
                  non sono visibili dall’esterno, così come non  castello e le fortificazioni vennero ampliate e
                  lo sono tubature e cavi elettrici.          collegate tra loro. Divenne nell’800 una pri-
                                                              gione e cadde in rovina. Il primo recupero fu a
                  Dolomites,  nel  forte  cadorino  della  Gran-  opera del principe vescovo Simon Aichner. Nel
                  de Guerra. Altro importante recupero archi-  1969, i locali del castello furono trasformati
                  tettonico ha permesso di realizzare il Museo  in aule scolastiche.
                  “Dolomites” sul Monte Rite (2181 m), nel cuo-  Il castello reca i se-  Il Castello di Juval ospita uno dei
                  re delle Dolomiti tra Pieve di Cadore e Cortina  gni di vari interven-  sei musei e l’abitazione privata
                  d’Ampezzo, all’interno di un forte della Grande  ti  di  ristrutturazio-  della famiglia Messner
                  Guerra. Il forte fu costruito sulla cima del Ri-  ne e ampliamento
                  te tra il 1912 ed il 1914 e poi abbandonato do-  in stili diversi: dal gotico al rinascimento. Tra
                  po il conflitto. Dal 2002 il forte, al termine di  il 2009 e il 2011 il castello è stato sottopo-
                  un restauro durato quattro anni, ospita il “Do-  sto a lavori di recupero e adattamento secon-
                  lomites”. La fortificazione caduta in rovina è  do un progetto dello studio EM2 degli archi-
                  stata sottoposta a un ampio intervento di re-  tetti Kurt Egger, Gerhard Mahlknecht e Hein-
                  cupero che ha visto anche la realizzazione di  rich Mutschlechner. L’intervento ha permes-
                  nuovi moderni edifici. Dalle antiche postazio-  so di ricavare ulteriore spazio espositivo nei
                  ni dei cannoni, ad esempio, sono stati ricava-  sotterranei del cortile basso, mentre le nuove
                  ti tre punti di osservazione racchiusi in volu-  strutture non hanno modificato l’aspetto del
                  mi architettonici in vetro di forma irregolare.  castello anche grazie all’uso di materiali visi-
                  Il recupero è stato affidato agli architetti pa-  vamente poco impattanti come il legno grigio
                  dovani Enzo Silviero e Paolo Faccio, che hanno  chiaro, vetro e acciaio.
                  scelto un’impostazione conservativa, privile-
                  giando il recupero e il riuso dei materiali.  Ortles, il museo sotterraneo dedicato al
                                                              ghiaccio.  L’ultimo museo è l’“Ortles”, dedica-
                  Juval, la casa-museo di Messner. Arroccato  to al tema del ghiaccio e allestito in una mo-
                  su un’altura nella splendida val Venosta, Ca-  derna struttura sotterranea, nei pressi di Sol-
                  stel Juval ospita l’omonimo museo. L’edifi-  da, a 1900 metri di quota. Con l’architetto ve-
                  cio fu costruito da Hugo von Montalban nel  nostano Arnold Gapp, Messner ha realizzato
                  1278. Nel 1913 Juval venne acquistato dall’o-  un museo unico. Lo spazio principale del mu-
                  landese William Rowland che lo restaurò in  seo è all’interno di una piccola collina. Una vol-
                  modo esemplare anche se durante la secon-   ta all’interno si scende lungo una rampa verso
                  da guerra mondiale fu abbandonato. Scoper-  una caverna artificiale. La luce naturale entra
                  to da Messner nel 1983, il castello torna a vi-  dall’alto attraverso un taglio sul soffitto, come
                  vere attraverso un importante restauro che  il crepaccio di un ghiacciaio. <



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