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professione
to abbandonato dagli eredi per diversi decen- Il progetto ha previsto il consolidamento del
ni. Da luglio 2014 la Torretta è stata restitui- costone roccioso su cui sorge l’immobile, la
ta dal Comune di Erice alla comunità interna- realizzazione di un percorso pedonale per la
zionale e alla pubblica fruizione turistico-cul- fruizione del bene dal piazzale San Giovanni,
turale diventando “Osservatorio permanente il restauro con risanamento strutturale e il ri-
e Faro di Pace del Mediterraneo”. pristino filologico della Torretta per riportarla
La Torretta, articolata su quattro livelli, risul- allo stato di perfetta agibilità e funzionalità,
ta realizzata in stile liberty ed è posta su una l‘abbattimento delle barriere architettoniche
piattaforma rocciosa prospiciente un notevo- ed il rifacimento di tutti gli impianti, oltre alla
le precipizio, praticamente sotto il giardino co- fornitura degli arredamenti e delle attrezza-
munale e le torri del Balio. Con la sua origina- ture per il museo multimediale.
le tipologia e amenità del sito dove è stata re- Il cantiere ha dovuto superare condizioni lo-
alizzata, la Torretta ha una grande valenza pa- gistiche difficilissime visto che la costruzio-
esaggistica e monumentale, tale da farla an- ne si trova a picco su di uno sperone di roc-
noverare tra i più significativi simboli di Erice. cia sul versante est della montagna Ericina.
Il sito sul quale è stato costruito lo straordi- La roccia sulla quale è stata costruita la Tor-
nario edificio è stato testimone di luoghi del retta aveva alcune lesioni piuttosto profon-
mito: dagli atleti Eryx de ed è stato quindi necessario consolidar-
Il progetto ha previsto ed Eracle, alla dea Ve- la avvolgendola con della rete prima sottile,
il consolidamento del costone nere, da Polifemo a poi più grande. Per fare ciò è stato necessario
roccioso su cui sorge Enea, dagli Elimi ai Fe- l’uso di un elicottero che ha trasportato dalla
l’immobile e la realizzazione nici; millenni di leggen- sede del cantiere in piazza San Giovanni, al-
di un percorso pedonale de fuse con la storia di cune matasse di rete metallica che gli operai
tanti popoli passati dal rocciatori hanno poi steso lungo le pareti del-
borgo incantato sulla montagna avvolta da lo sperone di pietra sul quale sorge la Torret-
nuvole e nebbia. ta. Delle robuste barre metalliche infisse nel-
La Torretta, recentemente acquisita dal Co-
mune di Erice, fu fatta costruire nel 1870 dal
Conte Agostino Pepoli, cultore, studioso e
mecenate, con un progetto da lui stesso ela-
borato: fu il “pensatoio”, il luogo di ritiro, stu-
dio, meditazione e riposo per il Conte, ma an-
che singolare rifugio silenzioso, misteriosa
“turris eburnea” dove, fra il verde e l’azzur-
ro, tra il cielo ed il mare, ospitò vari uomini di
cultura tra cui il letterato Ugo Antonio Amico,
l’orientalista Astorre Pellegrini, il musicista
ed etnomusicologo Alberto Favara, il ministro
del Regno d’Italia Nunzio Nasi, il medievalista
Bartolomeo Lagumina, l’araldista Vincenzo
Palizzolo Gravina e l’archeologo Antonino Sa-
linas, che con il Conte scoprì le lettere dell’al-
fabeto punico incise nelle mura della città, ol-
tre a decine di altri studiosi, scienziati e arti-
sti vari che qui potevano trovare alloggio nel-
la tranquillità della montagna. La Torretta durante i lavori, si nota il ponteggio a sbalzo
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