Page 56 - Inarcassa 1_2019
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I numeri della “manovra”
a) effetti sull’indebitamento netto P.A. (miliardi di €) Impegni: composizione (miliardi €)
Fonte: Dossier Senato (dicembre 2018)
Per evitare l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Ue, il governo ha rivisto la stima dell’indebitamento netto per
il 2019 al 2% del Pil, a fronte del 2,4% previsto inizialmente. Se la dinamica del Pil fosse più contenuta, ad esempio pari allo
0,2% previsto dalla Commissione europea, l’indebitamento peggiorerebbe di circa mezzo punto.
Tra gli interventi, il ruolo delle spese correnti è prevalente, soprattutto dal 2020. Al loro interno, la quota più consistente (oltre il
50%) si riferisce a Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Le spese in conto capitale per investimenti pubblici sono più contenute.
Dal lato delle entrate, gli impegni riguardano in prevalenza la “sterilizzazione” della clausola di salvaguardia dell’Iva per il 2019
e la prima fase della flat tax riconducibile all’estensione del regime forfettario per le partite Iva.
Resta molta incertezza sulla politica di bilancio. Rimane in sospeso la questione relativa alle clausole di salvaguardia: la loro
“disattivazione” determinerebbe un aumento del deficit di 1,2-1,5% punti di Pil e necessiterebbe di misure compensative. La
politica di bilancio, anche per assicurare sostegno all’attività economica, dovrà infatti continuare nel percorso di riequilibrio dei
conti e di riduzione del rapporto debito/Pil.
Negli anni più recenti, la spesa per pensioni in rapporto al Pil ha risentito in modo significativo dei bassi livelli di crescita spe-
rimentati durante la crisi economica. Nell’ultimo decennio si possono individuare tre fasi: nel triennio 2008-2010, la spesa ha
registrato una crescita consistente a causa sostanzialmente della fase acuta della crisi economica, passando dal 13,4% nel 2005
al 14,8% nel 2010; nel quadriennio 2012-2015 cresce ancora in seguito all’ulteriore fase di recessione, portandosi al 15,7% nel
2015. Successivamente, a seguito di un andamento di crescita più favorevole, risulta in graduale riduzione anche se su livelli più
elevati rispetto a quelli pre-crisi. b. previsioni, 2020-2070
La Legge di bilancio 2019
Italia: spesa per pensioni in % del PIL
a. dati storici, 2005-2018
In prospettiva, la spesa per le pensioni, in base allo scenario nazionale definito dal Mef, dovrebbe raggiungere il 16,1% del Pil
1/2019 Fonte: MEF (2018)
intorno al 2045, per scendere gradualmente al 13,1% nel 2070. Questo andamento sconta le previsioni demografiche dell’Istat,
che nell’arco temporale dei prossimi 50 anni evidenziano un calo della popolazione di circa 7 milioni con una crescita media
annua del Pil dell’1,2%.
Il Mef ha sviluppato anche le previsioni sulla base dello scenario demografico ed economico definito in sede europea (scenario
europeo EPC-WAG), che per l’Italia risulta fortemente penalizzante: sull’intero periodo di simulazione, la crescita media annua
del Pil reale è infatti stimata nello 0,9%. In questo scenario, il rapporto della spesa pensionistica sul Pil dovrebbe registrare
un aumento più consistente: intorno al 2045 si registrerebbe un aumento di oltre 2 punti di Pil rispetto ai valori attuali, per poi
riassorbirsi, in parte, nel periodo successivo.
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