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Ampliamento del regime forfettario: quanto conviene?
In base all’analisi del Consiglio nazionale dei commercialisti, per un libero professionista il risparmio, in termini di imposta,
arriverebbe a quasi 13.000 € per fatturati di 65.000 €. Il caso proposto è quello di un professionista con costi effettivi di esercizio
pressoché nulli (5% del fatturato), che potrebbe rappresentare anche la situazione di “collaboratori con partite IVA” nell’ambito
di strutture professionali. Il risparmio deriva dall’effetto combinato di 2 fattori: aliquota unica al 15% e abbattimento forfettario
del fatturato al 22%.
Beneficio fiscale derivante dall’ampliamento del regime forfettario
Professionista iscritto ad Albo e Cassa di previdenza; costi effettivi: 5% del fatturato
Fatturato: 30.000 € 65.000 €
regime ordinario regime forfettario regime ordinario regime forfettario
a. Utile al netto costi (5%) 28.500 28.500 61.750 61.750
b. Reddito imponibile 28.500 (1) 23.400 61.750 (1) 50.700
c. Contributo soggettivo (14,5%) 4.133 3.393 8.954 7.352
d. Reddito imponibile Irpef 24.368 20.007 52.796 43.349
e. Imposta 6.015 3.089 18.041 6.692
- Irpef e addizionali 6.015 18.041
- Imposta sostitutiva 15% 3.089 6.692
f. Reddito netto (a-c-e) 18.353 22.018 34.755 47.707
risparmio di imposta 3.666 12.951
(1) Abbattimento forfettario del fatturato pari al 22%.
Il fatto che la misura escluda dal campo di applicazione chi svolge l’attività in forma associata, secondo alcuni, potrebbe costi-
tuire un incentivo alla “disgregazione” degli studi professionali associati.
blici” che “su richiesta delle amministrazioni centrali invece agire sulla chiarezza dei ruoli e sulla comple-
e degli enti territoriali interessati, svolge le proprie mentarietà tra pubblico e privato, senza penalizzare
funzioni, nei termini indicati dal Decreto del presiden- la libera professione.
te del Consiglio, per favorire lo sviluppo e l’efficienza Viene anche creata una struttura di missione, In-
della progettazione e degli investimenti pubblici”. vestItalia, alle dirette dipendenze del presidente
Per valutare la portata della misura sul mercato di del Consiglio dei ministri, con il compito di valutare
riferimento degli Ingegneri e Architetti si dovrà at- programmi di investimento infrastrutturali, verifica-
tendere il Decreto attuativo previsto dalla Legge di re gli stati di avanzamento ed elaborare studi di
bilancio. La sua impostazione fortemente dirigista fattibilità economico-giuridico di progetti di inve-
è stata comunque criticata da Inarcassa e da tutti stimento.
gli operatori e addetti ai lavori: un organismo cen-
tralizzato sottrarrebbe al mercato quote rilevanti di Tempi di pagamento degli Enti territoriali
attività economica; non garantirebbe una chiara di- Per favorire il rispetto dei tempi di pagamento dei
stinzione tra controllori (PA) e controllati (liberi pro- debiti commerciali da parte degli enti territoriali vie-
fessionisti), con il rischio di aumentare le inefficien- ne ampliata la loro possibilità di ottenere anticipa-
ze e generare conflitti di interesse. Bisognerebbe zioni di cassa.
Il quadro macroeconomico e i numeri della manovra
La manovra di bilancio si inserisce in un quadro economico in netto rallentamento a livello europeo. Per il 2019 si ipotizza una
crescita dell’1% dell’economia italiana, a fronte di stime di Banca d’Italia e Fondo monetario più prudenti (+0,6%), mentre la
Commissione europea ha, più di recente, abbassato la crescita allo 0,2%. Gli interventi inclusi nella “manovra” determinano un
peggioramento dei saldi di finanza pubblica; le misure “espansive” non hanno infatti piena “copertura”, con l’effetto di aumen-
tare l’indebitamento netto programmatico.
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