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terza pagina
                    Vittorio Camerini



                                      La penna stilografica...

                                      idea geniale di Leonardo da Vinci




                       a penna d’oca è stata per secoli lo stru-  nuccia destinata a contenere l’inchiostro, che
                       mento di scrittura abituale. Essa sosti-  veniva, una volta caricata, chiusa nella sua
                 L tuì progressivamente il calamo, pezzo  sommità, mentre alla base era inserito un
                  di canna o di giunco stagionato con estremi-  pennino dotato di punta rastremata, con ta-
                  tà appuntita, utilizzato per la scrittura su pa-
                  piro o pergamena.
                  Tra il VI e IX secolo per la scrittura venivano
                  utilizzate in Occidente penne di uccello gene-
                  riche, prevalentemente le remiganti, sostitu-
                  ite poi con le penne d’oca, che nel Medio Evo
                  diventarono lo strumento più diffuso.
                  Nello stesso periodo i primi inchiostri rea-
                  lizzati a base di fuliggine, che non aderivano
                  saldamente al supporto cartaceo, vennero
                  sostituiti con quelli a base di ferro gallico (in-
                  fuso ottenuto da mistura di polvere ferrosa e
                  tannino derivato da bucce di frutta).
                  Il preparato ottenne larga diffusione, soprat-
                  tutto presso gli scriptoria dei conventi, dai
                  notai, dagli uomini di legge e di cultura, tan-
                  to che la sua produzione fu regolamentata da
                  precise disposizioni. L’utilizzo di questo pro-
                  dotto si è protratto fino all’800.
                  Ma, nonostante la diffusa consuetudine
                  nell’uso della penna d’oca, la genialità di Le-
                  onardo da Vinci (1452-1519), stimolata dalla
                  esigenza di una scrittura più scorrevole e non
                  assoggettata alle continue interruzioni per
                  intingere la penna nell’inchiostro, ideò quello
                  che possiamo definire il prototipo della pen-
                  na stilografica.
                  In alcune pagine del Codice Atlantico trovia-
                  mo gli studi e i disegni di questo strumento e
                  dei particolari che lo compongono.
                  Di Leonardo, dotato di tanto multiforme in-
                  gegno, il Vasari scriveva: “meravigliosamen-
                  te dotato di bellezza, grazia e talento in ab-
                  bondanza”.
                  Dai disegni leonardeschi si evince che questo   Calamaio cinquecentesco da viaggio, collezione privata Vittorio
                  piccolo congegno era costituito da una can-  Camerini





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