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                  Foto tratte da “LA COLONIA elioterapica e fluviale Maria Pia di Savoia”, rivista della Federazione dei fasci di combattimento di
                  Vercelli. Archivio Bona, Vercelli


                  L’articolo arriverà a definire Rosso come uno  pervisionerà il progetto per la colonia eliote-
                  “dei più noti architetti novatori”, annunciando  rapica Maria Pia di Savoia, sempre a Vercelli;
                  nelle battute conclusive la pubblicazione, nel  con lui, così come con altri attori dell’epoca, la
                  numero successivo della rivista, di un contri-  città troverà nuovi scenari e nuove prospet-
                  buto dedicato al “grande grattacielo in costru-  tive, per lungo tempo trascurate dalla storia,
                  zione a Genova, che è tra le maggiori realizzazio-  benché ne siano tassello importante e spes-
                  ni moderne della nuova Italia” .            so inesplorato.
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                  Sotto il profilo della composizione volumetri-  Churchill scriveva in quegli anni “La storia sarà
                  ca, in questa scansione data anche dai ter-  gentile con me, perché ho intenzione di scriverla”.
                  razzi e dalla visione moderna, Casa Andreo-  Non fu così per gli attori dell’architettura di
                  letti appare vicina a uno degli edifici realizzati   quel tempo. Rosso forse fu tra i più fortuna-
                  da Diulgheroff in questo periodo: Casa Maz-  ti, benché ne venne dimenticata o forse oscu-
                  zotti ad Albisola, ultimata nel 1933 e costrui-  rata l’importanza nella storia dell’architettura
                  ta per l’artista futurista Tullio Mazzotti.  italiana dell’epoca. Molti protagonisti di quei
                  Quel Diulgheroff che sarà progettista e arte-  tempi, che hanno tracciato le linee della ‘nuo-
                  fice di uno dei più begli esempi di architettura   va architettura’, come Terragni e Pagano, so-
                  dell’epoca nel Palazzo Fiat, sempre a Vercel-  no morti in circostanze tragiche. Tanto più è
                  li in via XX Settembre.                     stata travagliata la loro storia, tanto più sta
                  Nel 1934, a compendio dell’opera architettoni-  ora a noi preservare la memoria della cultura
                  ca, Rosso si occuperà del monumento a Leoni-  architettonica dei primi del Novecento in Ita-
                  da Robbiano, pilota vercellese scomparso nel   lia, di cui questo è solo un piccolo promemo-
                  1933 alle foci del Gange. In quest’opera, inau-  ria di quanto si può scoprire nelle nostre città,
                  gurata da Italo Balbo, Rosso si mostra quasi   meravigliosi scrigni di storie, di architetture e
                  scultore con un’adesione incondizionata a quel   di vicende che meritano attenzione e cura.
                  futurismo che leggiamo in opere più note.
                  La storia di Rosso prosegue e nel 1936 su-  L’uomo è indagato nel suo essere nel mondo (es-
                                                              ser-ci), che si esprime innanzitutto nel suo pren-
                                                              dersi cura delle cose. Martin Heidegger: Essere
                  10.   Ibidem.                               e Tempo. <



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