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Il cantiere del OND, Opera Nazionale Dopolavoro di Vercelli, in una delle foto dell’Archivio fotografico Bona, durante una visita del
Segretario Federale Piero Pozzo. Un’altra opera di grande rilievo e interesse della città nella cui storia si evince l’attenzione e la
cura del costruito
chitetto in qualche modo risentirà di questo Mentre le prime opere nel contesto vercel-
contesto e nel nuovo Teatro Civico (il teatro, lese vedranno il nostro architetto collabora-
realizzato su progetto dell’architetto Nicola re con nomi noti dell’epoca, sarà con la Ca-
Nervi tra il 1812 e il 1815, venne distrutto da sa “Gaia” (di Alfredo Gaia), in via Ferraris, che
un incendio nel 1923) insieme all’Allorio e al presenterà un progetto a sua firma esclusiva,
Verzone si realizzerà un prospetto nell’insie- che troverà approvazione dalle autorità co-
me dominato da una impronta neomanierista munali nel 1931. Un edificio il cui inserimento
segnata dall’essenzialità novecentista che al- nel contesto appare riuscito e che in qualche
trove influenzerà l’intero progetto. modo richiama esempi di nomi più noti del
La tendenza a inserire elementi di ascenden- panorama dell’epoca italiano. Si dovrà a Ros-
za novecentista e decò in organismi decorati- so la parziale copertura a terrazzo dell’edifi-
vi di impianto neoclassico è riscontrabile an- cio, uso che nel corso degli anni Trenta si farà
che nella Casa del fascio di Biella, ideato da sempre più frequente nel vercellese. La cosa
Rosso e da Verzone nel 1929 (nella commis- non sorprende pensando a Rosso che recen-
sione del concorso di quest’opera vi era an- sendo, sulle pagine de “L’Architettura Italiana”,
che Armando Melis). Il motto scelto da Rosso alcuni degli elaborati presentati dal Gruppo 7
e Verzone fu “Multa Rinacentur”. alla biennale monzese del 1927, aveva sotto-
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