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pererà le barriere del tempo per tramandare tri lascerà il segno del suo passaggio, egli è
i segni della nostra civiltà: l’Architettura, che, un vercellese, più esattamente un pezzane-
come scrive Fillia, “è il vertice della potenza, del- se: l’architetto Giuseppe Rosso.
la solidità, della ricchezza, del lavoro e del genio Saranno prima Fillia, ne “L’Architettura di Giu-
di un popolo”. seppe Rosso” in stile Futurista nel novembre
Di questo fervore costruttivo che perva- del 1935, e poi Agnoldomenico Pica nell’edi-
de l’Europa nei primi decenni del Novecento, zione della Nuova Architettura Italiana (edita
Vercelli è un esempio magistrale, per quell’at- tra i quaderni di Hoeply nel 1936 sotto la di-
tivismo che condurrà a modificazioni sostan- rezione di Pagano e con la prefazione di Mar-
ziali del suo assetto urbano, con realizzazioni cello Piacentini) a consacrare il nostro Giu-
anche di rilievo che trasformeranno la città in seppe Rosso tra nomi più noti come Miche-
una città ‘novatrice’. lucci, Moretti, Samonà, Figini, Pollini, Terragni
In particolare, a Vercelli un architetto più di al- e molti altri.
Giuseppe Rosso nacque a Pezzana il 1° ago-
sto del 1898, all’epoca in provincia di Nova-
ra; iscritto all’Ordine degli Architetti della Li-
guria nel 1927, pur vivendo e lavorando a Ge-
nova, nel 1928 fu impegnato nell’allestimen-
to dell’Esposizione Nazionale Italiana di To-
rino e nella partecipazione, in collaborazio-
ne con gli ingegneri vercellesi Guido Allorio e
Paolo Verzone, al concorso per la ricostruzio-
ne del Teatro Civico di Vercelli. Il gruppo vinse
la competizione e per Giuseppe Rosso fu l’oc-
casione per collaborare alla realizzazione del
prestigioso edificio della sua città d’origine.
Nel 1929, a Biella, in collaborazione con Pa-
olo Verzone, partecipò al concorso, vincendo-
lo, per la costruzione della Casa del fascio e,
nel corso degli anni Trenta fornì un contribu-
to significativo alla ricostruzione del quartie-
re Furia .
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Nel 1926, quando Rosso si laurea con una te-
si a titolo “Progetto di massima per cinemato-
grafo e ristoratore”, Vercelli era tornata ad es-
sere capoluogo di provincia ed è reduce da un
momento di grande crisi politica cui pose fine
la nomina del primo podestà fascista, il Con-
te Adriano Tournon.
Negli anni Venti Vercelli era ancora ferma allo
stile neoclassico dell’edilizia piemontese ot-
tocentesca; la prima opera vercellese dell’ar-
Copertina della rivista Stile Futurista dove si trova l’articolo
monografico “L’architettura di Giuseppe Rosso” a cura di Fillia. 1. Fondo Giuseppe Rosso https://siusa-archivi.cultura.
Fonte: https://collezioni.unimi.it. Foto Archivio Bona gov.it/.
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