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Germana Corradino,    terza pagina
                     Andrea Garbiero



                                      Vercelli inconsueta:

                                      Giuseppe Rosso




                           na città non è disegnata, semplice-  mento in cui correnti letterarie, arte e archi-
                           mente si fa da sola. Basta ascoltar-  tettura, complice l’avanzamento tecnologico,
                 “U la, perché la città è il riflesso di tan-  trasformarono il nostro modo di concepire le
                  te storie”.  Partendo da questa riflessione di  cose, i nostri sistemi edilizi e perfino le nostre
                  Renzo Piano, oggi più che mai, in un momen-  abitudini di vita, e di conseguenza le nostre
                  to di grandi cambiamenti, con le nostre cit-  città.
                  tà che stanno acquisendo anche connotati  Si sviluppa infatti in quegli anni il Futurismo,
                  nuovi, spinti dai contributi del PNRR, quando  movimento in cui, a partire dal manifesto di
                  il futuribile si sta facendo presente, quando  Marinetti, si esaltava il progresso tecnico del-
                  il futuristico diviene quotidiano, occorre rin-  la civiltà e si ammirava la velocità connessa
                  forzare il nostro rapporto con il passato, oc-  al rischio. Si propugnava un’arte che si distin-
                  corre guardare a ciò che ci circonda con sem-  guesse dalle forme del passato, con un nuo-
                  pre maggiore curiosità, per conoscere la sto-  vo tipo di comunicazione diretta, fino a idea-
                  ria delle nostre città, che sono vive e in tra-  lizzare retoricamente il progresso tecnologi-
                  sformazione.                                co con un linguaggio crudo e diretto. Il Futuri-
                  Queste convinzioni ci hanno condotto ad ap-  smo traghetta l’Italia fuori dal suo isolamen-
                  profondire, complici alcuni incontri con gli stu-  to culturale e la pone a confronto con tutti i
                  denti del Politecnico di Milano e alcune pub-  più significativi gruppi di avanguardie dell’e-
                  blicazioni a tema, un momento storico con-  poca; riporta l’Italia all’attenzione internazio-
                  troverso che molto ha segnato la città a cui,  nale con un’arte fautrice di emozioni. I qua-
                  per svariati motivi, siamo molto legati: Ver-  dri dei futuristi, così come le sculture, co-
                  celli.                                      struiscono una rappresentazione della real-
                  Vercelli, conosciuta nel panorama italiano co-  tà drammatica, passionale; espressione di
                  me la ‘Città del Riso’ ha avuto fin dalle sue ori-  quell’epoca meccanica verso cui l’uomo tende
                  gini  grande importanza nell’area padana.  Il  il suo sforzo produttivo. È modernità assolu-
                  passato  non  è  però  l’unico  aspetto  rilevan-  ta. È cambiamento.
                  te,  essa  possiede,  infatti,  anche  una  storia  Fillia, Luigi Colombo, ricorderà il grido di guer-
                  recente unica e interessante, fatta di uomi-  ra di Marinetti: “affermiamo come principio as-
                  ni e di costruito, che per troppo tempo è sta-  soluto del futurismo il divenire continuo e l’inde-
                  ta  trascurata.  Spesso,  infatti,  se  una  storia  finito progredire fisiologico e intellettuale dell’uo-
                  è associata a eventi dolorosi e tragedie, es-  mo”.
                  sa viene erroneamente evitata anche nei suoi  In questo stesso momento in Germania, nei
                  aspetti meritevoli.                         primi anni Venti, si sviluppa la nuova architet-
                  Ecco allora che un piccolo capoluogo di pro-  tura, mirata alla ricerca della funzionalità, al
                  vincia come Vercelli, in cui tutte le fasi sto-  rifiuto di ogni elemento che sia puramente
                  riche, dal Medioevo al Rinascimento hanno  decorativo e alla conseguente valorizzazio-
                  trasformato tratti importanti della città la-  ne delle strutture essenziali, utilizzando ve-
                  sciando segni tangibili e ancor oggi visibili, ha  tro, ferro e cemento armato.
                  visto il suo organismo urbano profondamen-  In questo momento storico di cambiamento
                  te segnato anche nei primi trent’anni del No-  radicale, razionalismo e futurismo caratte-
                  vecento. Questi anni, infatti, furono un mo-  rizzano la forza artistica che più di tutte su-



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