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cia con progetto di Christian de Portzamparc,  ri monumenti presenti in città. I partecipan-
                  l’Akademie der Kunste con la caratteristica  ti hanno potuto ammirare la Versunkene Bi-
                  facciata a vetri su cui si riflette il famoso Hotel  bliothek, una sorta di biblioteca sprofonda-
                  Adlon, oggi tornato ai fasti originari.     ta nel suolo con una stanza bianca e scaffa-
                  A Berlino di certo non mancano i luoghi che  li vuoti. Il tutto a ricordare quel doloroso epi-
                  raccontano le persecuzioni naziste contro gli  sodio del 1933 nel quale i nazisti bruciarono
                  ebrei. Uno di questi è il Monumento all’Olo-  i libri non tedeschi conservati nelle bibliote-
                  causto, realizzato a ricordo degli ebrei euro-  che. Di certo anche in una veloce visita alla
                  pei vittime del nazismo. L’enorme distesa di  città di Berlino non poteva mancare una so-
                  blocchi di cemento scuro formano una sor-   sta ad Alexanderplatz. Raccontata in canzo-
                  ta di concreto labirinto, tetro e severo, dove  ni, romanzi e film la piazza più grande della
                  inoltrarsi costituisce un’esperienza dal forte  città oggi appare come un vasto spiazzo ur-
                  valore umano. Il terreno ondulante muta di  bano senza una qualità predominante. Anche
                  continuo inclinazione creando prospettive di-  dopo l’unificazione la piazza ha mantenuto
                  verse in un paesaggio pur tuttavia monoto-  quell’antico ruolo di polo per gli acquisti oc-
                  no e ripetitivo.                            casionali e giornalieri, che la fa diventare an-
                  Proseguendo la visita siamo entrati nel cuo-  che un momento sociale e popolare nel se-
                  re artistico-culturale della città di Berlino, la  gno multietnico che caratterizza l’intera città.
                  Babelplatz; dove sono concentrati i maggio-  Il gruppo ha qui potuto ammirare e visita-
                                                              re il nuovo edificio che la completa e arricchi-
                                                              sce: la James Simon Gallery. L’edificio, disegna-
                                                              to da David Chipperfield, è stato presentato lo
                                                              scorso dicembre dalle maggiori autorità cit-
                                                              tadine, ma sarà inaugurato ufficialmente solo
                                                              nel 2019. L’edificio si presenta come un vero e
                                                              proprio propileo contemporaneo ergendosi su
                                                              uno zoccolo in pietra creando così una grande
                                                              terrazza sul fiume Sprea. Il manufatto si pre-
                                                              figge, secondo la volontà del progettista, di ri-
                                                              organizzare le relazioni urbane e l’accessibilità
                                                              dell’intera Isola dei Musei. Il linguaggio archi-
                                                              tettonico dello stesso edificio è severo e mo-
                                                              numentale, adottando elementi già esistenti
                                                              sull’Isola dei Musei. L’uso delle colonne stilizza-
                                                              te e slanciate, con l’imponente scalinata d’ac-
                                                              cesso fanno riferimento alle adiacenti opere di
                                                              Schinkel e di altri architetti che hanno parteci-
                                                              pato alla realizzazione della Museumsinsel.
                                                              Da non perdere, poi, è la visita al Museo Ebrai-
                                                              co. Questo è il più grande presente in Europa
                                                              ed è opera dall’architetto Daniel Libeskind. Al
                                                              suo interno c’è una collezione permanente e
                                                              svariate esposizioni temporanee che raccon-
                                                              tano due millenni di storia degli ebrei in Ger-
                                                              mania. Il museo non ha un ingresso dalla stra-
                  Archivio del Bauhaus, Berlino               da, ma vi si accede da un edificio adiacente. Una



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