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professione




                                                              le armature, hanno effetti nocivi anche sul-
                                                              la pasta cementizia in conseguenza della rea-
                                                              zione tra idrossido di calcio e cloruro di calcio.
                                                              A soffrire di simili anomalie sono prevalen-
                                                              temente le infrastrutture stradali come mu-
                                                              ri, viadotti, rivestimenti di gallerie e le opere
                                                              in zone marine. Nella foto 4 è riportato l’ef-
                                                              fetto del degrado all’intradosso di una trave
                                                              di un viadotto montano. Si nota l’espulsione
                                                              del copriferro e l’importante degrado che in-
                                                              teressa sia le armature lente che quelle tese.
                                                              Lo ione solfato attacca la pasta cementizia –
                                                              vedi foto 5 – attraverso una reazione chimica
                                                              molto complessa che coinvolge l’idrossido di
                                                              calcio per formare il gesso, il quale reagisce, a
                                                              sua volta, con gli alluminati idrati di calcio per
                                                              formare la più voluminosa ettringite, oppu-
                  Foto 5 – Attacco solfatico della pasta cementizia  re reagisce con i silicati idrati di calcio per dar
                                                              luogo – in determinate condizioni ambienta-
                  film protettivo, che avvolge le barre di arma-  li e in presenza di anidride carbonica – alla più
                  tura, diventa poroso e incoerente, pertanto  voluminosa e dirompente thaumasite.
                  incapace di proteggere le stesse. Successiva-
                  mente l’ingresso di acqua e ossigeno provoca
                  l’ossidazione delle armature con conseguen-
                  te incremento di volume pari a circa sei vol-
                  te quello originale. L’espansione volumetrica
                  porta al danneggiamento della pasta cemen-
                  tizia con formazione di fessure fino all’espul-
                  sione del copriferro (spalling).
                  Nei calcestruzzi penetrati dall’anidride carbo-
                  nica il danno alla barra è di tipo diffuso, men-
                  tre in presenza di cloruri la corrosione delle
                  armature è di tipo generalmente localizza-
                  ta (sempre che la concentrazione dei cloruri
                  sia al di sotto dello 0,5% sul peso del cemen-
                  to) (foto 3).
                  Il processo che in questo caso si innesca –
                  proprio in natura della sua concentrazione lo-
                  cale – è molto insidioso in quanto, diversa-
                  mente dalla corrosione diffusa, avvia la cate-
                  na sequenziale delle reazioni elettrochimiche
                  in zone circoscritte spingendosi molto in pro-
                  fondità fino alla rottura localizzata della bar-
                  ra. I danni per esposizione ai cloruri, diversa-
                  mente da quelli per esposizione all’anidride   Foto 6 – Fessurazioni da ritiro idraulico sulla “membrana equi-
                  carbonica che mandano in sofferenza le so-  compressa” del ponte sul Basento di Sergio Musmeci



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