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                                                              quelli di raccontare la storia degli ebrei in Ger-
                                                              mania. L’edificio stesso può essere considera-
                                                              to un’opera d’arte poiché mescola architettu-
                                                              ra e scultura.
                                                              L’ultima giornata dedicata alla scoperta di
                                                              Berlino è iniziata con la visita agli Hackesche
                                                              Höfe. Questi cortili restaurati a fine degli an-
                                                              ni ‘90 rappresentano il luogo più aggregati-
                                                              vo della capitale tedesca. Sono un vivace mix
                                                              di attività commerciali, uffici, abitazioni re-
                  Museo del Bauhaus, Weimar
                                                              sidenziali, luoghi di intrattenimento, galle-
                                                              rie d’arte, bei negozi, bar e ristoranti. La riu-
                  scala e un sentiero sotterraneo collegano i due  nificazione ha stimolato la voglia della città di
                  edifici, per simboleggiare che la storia ebraica  re-inventarsi, di tentare nuove strade e aprire
                  e quella tedesca sono strettamente collegate  le porte alla creatività estrema, al design d’a-
                  fra di loro. Il percorso museografico sotterra-  vanguardia e a uno spirito imprenditoriale ca-
                  neo è composto da tre corridoi che simboleg-  pace di coniugare vita e lifestyle.
                  giano i diversi destini del popolo ebraico. Il pri-  I partecipanti al tour hanno anche visitato il
                  mo è l’asse dell’Olocausto che conduce a una  Checkpoint Charlie. Nel vecchio punto di fron-
                  torre che è stata lasciata vuota e buia denomi-  tiera è sorto un moderno centro d’affari e so-
                  nata Torre dell’Olocausto, una stretta e allun-  no solo le guide turistiche a ricordare un pas-
                  gata finestra, posta in alto in posizione inac-  sato fatto di intrighi internazionali e inganni.
                  cessibile la illumina e vuole rappresentare la li-  È grazie a Renzo Piano se oggi la nuova Pot-
                  bertà. L’asse dell’Esilio conduce a un giardino  sdamer Platz ha un aspetto più organico.
                  quadrato esterno, denominato Giardino dell’E-  L’architetto italiano è stato chiamato a co-
                  silio, racchiuso fra 49 colonne con un fondo che  ordinare gli interventi dell’area per darne un
                  rende instabile l’equilibrio del visitatore. In ul-  aspetto compiuto che rifugga dall’episodici-
                  timo l’asse della continuità, collegato agli al-  tà dei moderni interventi sulla città di Berlino.
                  tri due corridoi, rappresenta il permanere de-  In quest’area un episodio qualificante è quel-
                  gli ebrei in Germania nonostante l’Olocausto e  lo del Sony Center dove il grande complesso
                  l’Esilio. Questo asse conduce a una scala, che  commerciale stupisce per l’originale copertu-
                  a sua volta conduce alla costruzione principa-  ra del cortile interno realizzata da lunghi pan-
                  le. L’entrata al museo è stata intenzionalmen-  nelli che lasciano passare la luce naturale.
                  te resa difficile e lunga, per infondere nel visi-  In ultimo, il gruppo ha visitato la Biblioteca
                  tatore le sensazioni di sfida e di difficoltà che  Nazionale di Berlino che costituisce una tra le
                  sono elementi di distinzione della storia ebrai-  più vaste biblioteche d’Europa con al proprio
                  ca. Lo stesso visto dall’alto ha la forma simi-  interno importanti istituti europei per la cul-
                  le ad una linea spezzata ed è interamente ri-  tura.
                  coperto da lastre di zinco. Le facciate sono at-  Questa nuova collaborazione tra l’associazio-
                  traversate da finestre molto sottili e allunga-  ne ALOA, dell’Ordine degli Architetti di Roma
                  te, più simili a squarci o ferite. In definitiva, l’e-  e della Fondazione Inarcassa, potrebbe esse-
                  dificio che ospita il museo si distingue note-  re l’inizio di un processo organico che guardi
                  volmente dalla tipologia solenne o comunica-  all’organizzazione di nuovi viaggi di aggiorna-
                  tiva solita dei musei. Il linguaggio usato non ri-  mento professionale, per una crescita ogget-
                  sponde a nessun criterio di funzionalità poiché  tiva e interiore di tutti gli architetti e ingegne-
                  i principi seguiti per la progettazione sono stati  ri liberi professionisti iscritti a Inarcassa. <



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