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Dettaglio del Salone di Basilea
dovuto, in parte, alla diminuzione dei flus- La natalità non è però omogenea su tutto il
si femminili in entrata nel nostro Paese dal territorio nazionale. La provincia di Bolzano
2010 e, in parte, al progressivo invecchia- detiene il record positivo con 10 nati ogni mil-
mento anche della popolazione non italiana. le abitanti, mentre Sardegna e Liguria deten-
IL MODELLO “BOLZANO”
Solo in Alto Adige il saldo naturale della popolazione, cioè la differenza tra il numero dei nati e quello dei morti è posi-
tivo. Lo scorso anno, in provincia di Bolzano, le nascite sono state 5.284 e i decessi 4.397, con un saldo di +887. Questo
risultato è certamente il frutto di politiche per la famiglia e per il sostegno alla natalità che la Provincia, forte della sua
autonomia, mette in campo. Un vero e proprio “modello Bolzano”. In Alto Adige esistono tre forme di assistenza per
famiglie con bambini dai tre mesi ai tre anni: asili nido, microstrutture e assistenti domiciliari per l’infanzia. Per quanto
riguarda le microstrutture per l’infanzia, queste vengono costruite dai comuni e gestite da cooperative sociali. Hanno un
costo variabile in base al reddito familiare a partire da 90 centesimi l’ora. Inoltre, le famiglie con bimbi da zero a tre anni
hanno diritto a un assegno provinciale che viene erogato ai nuclei con reddito e patrimonio non superiori agli 80 mila euro.
In questo caso le famiglie hanno diritto a 200 euro al mese per ogni figlio fino a tre anni. Inoltre, i padri che usufruiscono
del congedo parentale (settore privato) possono ricevere fino a 800 euro al mese di contributo entro i 18 mesi di vita del
figlio. A questo si aggiunge un contributo variabile in base al reddito per le famiglie che abbiano due figli minorenni, un
solo figlio minore di 7 anni o un figlio portatore di handicap anche se maggiorenne. A ciò si sommano anche gli assegni
statali per la maternità e per il nucleo familiare.
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