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professione
Christian Rocchi
Cambiamenti climatici
e futuro della professione
Al via il Congresso
Nazionale degli Architetti
Il rispetto per l’ambiente e la cultura della legalità
saranno temi centrali del dibattito
i terrà a Roma dal 5 al 7 luglio prossimi – presso l’Auditorium
Parco della Musica – l’8° Congresso Nazionale degli Architetti
S Italiani. L’Ordine degli architetti di Roma, forte anche delle espe-
rienze del passato, cercherà di dare un contributo importante in termini
di prospettive e di strumenti per costruirle. Questa è un’occasione per
poter alzare la testa dal lavoro quotidiano e ragionare sulla no-
Città senz’acqua e migranti stra situazione professionale.
dall’Africa. L’architettura non Il fine di un Congresso Nazionale è ragionare sui temi alti del-
può più prescindere la professione, definire i problemi, intravederne le risposte e
dall’ambiente e dal clima possibilmente proporre la creazione di strumenti concreti in un
confronto aperto con le parti sociali. Le linee programmatiche
del CNA, alla base del Congresso, sono di ampio respiro e indicano, giu-
stamente, come il lavoro dell’architetto non sia slegato dal contesto
economico globale, a partire dalla situazione economica. Abbiamo visto
come la crisi economica, iniziata con il tracollo dei “subprime” americani,
abbia influenzato fortemente il nostro settore negli ultimi dieci anni. Ci
sono stati capovolgimenti epocali, ma forse dopotutto, non tutto è sta-
Congresso Nazionale to negativo. La tipologia di sistema economico, il liberismo per inten-
Architetti 2018
derci, basato sul lasciar fare alle imprese e sull’assenza di intervento
dello Stato regolatore, ha fatto sì che il profitto a tutti i costi prendesse
piede: un profitto spesso distruttivo che, da una parte dava (e dà) pane
e dall’altro distruggeva (e ancora distrugge) il futuro. Così è nata la crisi.
Il cambiamento climatico
Le attività umane influenzano il clima. I cambiamenti prodotti dall’uo-
Cambiamenti mo rappresentano già un costo pesante per l’economia e hanno avu-
climatici in Africa to vari effetti devastanti, come l’innalzamento dei livelli dei mari che
ha portato a eventi disastrosi. Secondo la stima dell’Alto Commissa-
riato delle Nazioni Unite (UNHCR) mezzo miliardo di persone sono da
considerarsi Climate refuges. La stessa New York ha messo in campo
un progetto chiamato DRY LINE che salvaguarderà Long Island dall’in-
nalzamento del mare prodotto da uragani sempre più devastanti. L’ul-
timo, “Sandy”, aveva allagato New York e prodotto in tutti gli Stati Uniti
16 miliardi di dollari di danni. In Italia l’effetto più evidente dei cambia-
I devastanti uragani che
colpiscono New York menti climatici riguarda il flusso migratorio. L’Africa centro-orientale già
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