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Il bottino ricavato, consistente in circa seimi-
la scudi (corrispondenti a circa centocinquan-
tamila euro) venne riportato in teatro alla vi-
sta di tutti e riversato su di un tavolo a dimo-
strazione dell’esproprio della ricchezza. For-
se anche questo gesto contribuì alla fama del
Passatore, benefattore dei poveri a scapito
dei ricchi.
Ma le sorti del Passatore non si conclusero in
gloria. Dopo i fatti di Russi, una grossa taglia
di tremila scudi era stata messa sulla sua te-
sta e inoltre numerose pattuglie battevano il
territorio.
Il 23 marzo del 1851, Pelloni col fedelissimo
Giazzol, aveva trovato rifugio in un capan-
no, ben costruito e ritenuto luogo sicuro, nella
campagna di Russi. Ma la sicurezza del rifu-
gio non impedì a tale Vincenzo Querciola det-
to Bruccione di avvistare i due figuri. In bre-
ve, avvisò i Sussidiari di Russi e, giunti i gen-
darmi in ragione di 14 elementi fra gendarmi,
militi pontifici e sussidiari, si aprì una violen-
ta sparatoria.
I due briganti uscirono dal capanno e, cer-
ti di potersi difendere con le armi, tentarono
la fuga. Mentre il Giazzol riusciva nell’intento,
il Passatore rimaneva colpito a morte da un
proiettile sparato da Apollinare Fantini, sus-
sidiario della gendarmeria volontaria.
Il Teatro di Forlimpopoli Il cadavere fu esposto su di un carro che, do-
po aver fatto il giro delle Romagne e dei paesi
gati a consegnare quanto di prezioso aves- che il passatore aveva “visitato” in vita, giun-
sero con sé, ma tredici malcapitati dovettero se a Bologna dove finalmente in un campo
anche aprire le loro case ai banditi e, consen- sconsacrato del Cimitero della Certosa di Bo-
zienti loro malgrado, farsi derubare per evita- logna, Stefano Pelloni fu sepolto.
re il peggio e anche assecondare i malviven- Quello del Passatore è quasi un mito del-
ti nella loro opera! la Romagna, ma allargando l’orizzonte spa-
Questo accadde a tale dottor Ricci, che ol- ziale e temporale, ci accorgiamo che il brigan-
tre ad essere derubato dovette anche con- taggio ha origini ben più remote. Certamen-
durre la banda a casa della famiglia Artusi, la te negli anni che precedettero l’unità d’Italia
famiglia benestante di Pellegrino Artusi, ga- e in quelli immediatamente successivi, esso
stronomo e letterato divenuto noto per il suo si diffuse, soprattutto, ma non soltanto, nei
trattato sull’arte di mangiar bene. Per il terro- territori del Sud, mescolandosi ai moti popo-
re e la violenza subita durante l’irruzione, una lari e accomunando alle azioni criminose una
delle sorelle dell’Artusi impazzì e mori anni giusta richiesta di riscatto sociale delle popo-
dopo nel Manicomio di Pesaro. lazioni più vessate. <
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