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                  scherzo architettato dal padrone di casa…
                  ma… bisogna fare un passo indietro.
                  Nel corso della ristrutturazione scoprimmo
                  che sotto il pavimento di un piccolo patio sul
                  quale si apriva la stanza c’era un antico pozzo.
                  Un muratore volenteroso si calò e inizialmen-
                  te ci comunicò che c’era dell’acqua, ma io sa-
                  pevo che tutti i pozzi antichi incorporati nel-
                  le case riservavano sorprese: quanti vasi de-
                  stinati a ricevere l’acqua raccolta dal secchio,
                  erano caduti là in fondo, quante ciotole erano
                  scivolate dalle mani maldestre di qualche as-
                  setato frettoloso!
                  Sono i tesori che si trovano in fondo ai pozzi!
                  – dissi a Lucio – E spesso sono intatti, perché
                  cadendo nell’acqua, non si rompono!
                  Questa idea lo lusingò molto mentre con en-
                  tusiasmo assisteva alla spedizione del mu-
                  ratore che ben imbragato si calava nella pro-
                  fondità oscura.
                  Vennero alla luce molte testimonianze del
                  passato e ad ogni pezzetto di ceramica o sca-
                  glia di metallo arrugginito che il muratore fa-
                  ceva risalire era un’esclamazione!
                  Furono trovati frammenti dipinti di manufat-
                  ti ceramici, un boccale di epoca bentivolesca
                  quasi integro, rugginosi pezzi di metallo e fra
                  questi un daga dalla superficie in parte cor-
                  rosa dalla ruggine e dal tempo, ma per il re-
                  sto intatta.
                  Si può ben immaginare la gioia quasi fanciul-
                  lesca di Lucio che, dopo il mio racconto e con
                  quest’ultimo reperto, vedeva materializzarsi   L’architetto Camerini, scherzando con Lucio Dalla
                  le sue aspettative.
                  Fu allora che, volendo saperne di più, inter-
                  pellò  un  amico  studioso  di  storia  romana  Quindi, completata la ristrutturazione, la ca-
                  e medioevale il quale confermò trattarsi di  sa fu pronta per ricevere gli amici e il primo a
                  un’antica daga romana, un’arma che i solda-  usufruire di quella stanza da letto che si af-
                  ti romani portavano appesa alla cintura e che  facciava sul patio col pozzo fu proprio Gian-
                  certamente quell’arma aveva combattuto e  ni Morandi che, terminata a ora tarda la regi-
                  ferito o addirittura tolto la vita a qualche av-  strazione di un brano musicale negli studi di
                  versario!                                   Lucio, si fermò anche a pernottare.
                  I reperti ceramici vennero collocati all’ingres-  La narrazione vuole che il cantante si addor-
                  so della casa e la daga fu appoggiata alla ve-  mentasse profondamente, ma si dovette ri-
                  ra del pozzo, per incuriosire gli ospiti e poter-  svegliare quasi subito perché in fondo al let-
                  ne narrare il ritrovamento.                 to avvertiva dei movimenti ripetuti, come se




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