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fondazione
manifesto programmatico promuove, infatti, damento di servizi di architettura e ingegne-
una agenda per l’Italia di domani perché toc- ria a titolo gratuito, talvolta avallate dai giudi-
ca i temi centrali su cui il Parlamento, già dal- ci amministrativi, allora vuol dire che una leg-
la prossima Legislatura, è chiamato a dare ri- ge sull’equo compenso è quanto mai neces-
sposte adeguate e in tempi brevi. La Fonda- saria e attesa da tutto il mondo delle profes-
zione ha lanciato una serie di proposte il cui sioni. Purtroppo, come è noto, l’iter di appro-
impatto positivo sarebbe evidente per tut- vazione della legge, sulla quale la Fondazio-
to il sistema Paese. Del resto, la Fondazio- ne Inarcassa non ha mancato di far pervenire
ne Inarcassa, consapevole dello straordina- proposte e contributi partecipando ai due ci-
rio ruolo economico, sociale e sussidiario che cli di audizione in Commissione (alla Camera
hanno avuto le libere professioni nella cresci- e al Senato) si è arenato a causa di un man-
ta, materiale ed infrastrutturale, del Paese è cato accordo tra le forze politiche di maggio-
fermamente convinta che la valorizzazione ranza. Ciò nonostante, la prossima legislatu-
della libera professione sia funzionale al rag- ra vedrà la Fondazione Inarcassa ancora im-
giungimento dei prossimi obiettivi, tra tut- pegnata su questo fronte con una proposta
ti il PNRR, la transizione blu&green e, conse- chiara e precisa: occorre fissare una soglia al
guentemente, il rilancio economico oggi ag- di sotto della quale il compenso non può rite-
gredito dall’inflazione e dall’aumento dei co- nersi equo, e ciò deve valere in tutti i rapporti
sti delle materie prime. con la committenza, sia pubblica che privata.
Gli obiettivi della nuova campagna di comu- L’equo compenso è certamente tra i temi più
nicazione istituzionale non nascondono, inol- sentiti dai professionisti, ma non è il solo. La
tre, l’esigenza di provare a dare una risposta valorizzazione della libera professione dell’a-
concreta al modo, per certi versi inaspettato, rea tecnica passa senza dubbio anche da un
che ha portato alla fine della XVIII Legislatura. percorso di riqualificazione dei consulen-
Con essa, infatti, si sono interrotti importan- ti tecnici di ufficio, risorse indispensabili per
ti iter legislativi che interessano in modo si- il buon funzionamento del sistema giudizia-
gnificativo le liberi professioni. Si pensi all’e- rio. Negli ultimi mesi, la Fondazione ha avan-
quo compenso, il cui disegno di legge era or- zato una serie di proposte in materia anche
mai ad un passo dall’approvazione in via de- avviando una importante interlocuzione con
finitiva. Le elezioni anticipate hanno riportato il Ministero della Giustizia. A luglio scorso, il
il provvedimento al nastro di partenza. Tut- Consiglio dei ministri ha approvato in via pre-
to il lavoro fatto in sede parlamentare, anche liminare gli schemi di decreto legislativo di at-
con il contributo delle associazioni e organiz- tuazione della legge delega di riforma del pro-
zazioni che rappresentano gli interessi legit- cesso civile e dell’ufficio per il processo, ap-
timi dei professionisti dell’area tecnica, e non provata dal Parlamento il 26 novembre 2021.
solo, non produrrà, purtroppo, i risultati spe- In attesa che il Parlamento concluda l’esame
rati. A pagarne il prezzo più alto saranno quei degli schemi di decreto legislativo, possiamo
professionisti che confidavano in una nuova dirci soddisfatti parzialmente. Alcune nostre
e più efficace legge sull’equo compenso che, richieste sono state accolte. Ciò nonostante,
per quanto migliorabile, avesse il pregio di il percorso di valorizzazione e riqualificazio-
garantire più diritti in capo ai liberi professio- ne è ancora molto lungo. Sarà fondamenta-
nisti ed invertire una tendenza che purtroppo, le operare in direzione di una revisione della
anche nel comparto pubblico, è diventata una normativa sui compensi, assolutamente ina-
vera e propria piaga istituzionale. deguati perché sono ancora determinati sul-
Se alle pubbliche amministrazioni è anco- la base del decreto del ministero della Giusti-
ra oggi consentito di bandire gare per l’affi- zia del 30 maggio 2002.
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