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divertire, talora assurgendo a palcoscenico  te a Bagnaia. Di influenza romana era il dise-
                  di giochi amorosi tra dame e cavalieri, talora  gno del labirinto del giardino Giusti a Verona:
                  invece rivestendosi di significati filosofici ed  esempi più tardi rivelano invece la trasforma-
                  esoterici. Alla regolarità e alla simmetria del-  zione in irrgarten, come per esempio quello di
                  le strutture vegetali create nel Rinascimen-  villa Barbarigo a Valsanzibio e il labirinto ot-
                  to e racchiuse entro piante quadrate, suben-  tocentesco del giardino Piazza a Padova.
                  trano, in età barocca, forme sempre più irre-  Assetto circolare avevano i labirinti del giardi-
                  golari, caratterizzate da percorsi sinuosi ar-  no di Boboli e quello di villa Pisani, a Stra.
                  ricchiti da statue, fontane, panchine e, al cen-  Scomparsi sono i labirinti prima citati di vil-
                  tro, templi, statue o pergolati di fiori.   la d’Este a Tivoli, documentati dall’incisione
                  E non è senza significato che alcuni trattati-  del Duperac (1573), e di villa Lante, così come
                  sti del Rinascimento, per esempio Filarete nel  quelli di Boboli.
                  suo Trattato di Architettura, si occupi di pro-  È nel giardino di villa Barbarigo a Valsanzibio
                  gettazione del giardino e raffiguri quattro la-  (Padova) il grande labirinto realizzato nel Sei-
                  birinti e tre fortificazioni a pianta labirintica,  cento e formato da oltre 6000 piante di bos-
                  o Sebastiano Serlio, che nel Libro Quarto del  so, alcune addirittura coeve alla villa termina-
                  suo trattato, edito nel 1537, disegna alcuni  ta negli anni Settanta del Seicento. Proget-
                  giardini in forma di labirinti.             tato dal fontaniere e architetto pontificio Lu-
                  Una veloce carrellata dei più significativi la-  igi Bernini su committenza di Antonio Barba-
                  birinti,  la maggior  parte  dei quali purtrop-  rigo, non senza le indicazioni del fratello Gre-
                  po non si è conservata, deve fare appello al-  gorio, allora cardinale, si snoda su un percor-
                  la documentazione, d’archivio e di biblioteca,  so pluriviario di quasi un chilometro e mez-
                  che attesta come in Italia la forma privilegia-  zo e porta chi lo percorre a finire in uno dei sei
                  ta nel disegno del labirinto diffuso a partire  vicoli ciechi dedicati ad altrettanti vizi capita-
                  dalla seconda metà del 500 fossero il cerchio  li (gola, lussuria, avarizia, accidia, ira e invidia),
                  e il quadrato, come dimostrano quelli creati  o nel duplice circolo vizioso che rappresenta
                  da Pirro Ligorio a villa d’Este e poi a villa Lan-  il 7° e più insidioso vizio capitale, la superbia.






























                  Fig. 4 – Masino (Torino), giardino del Castello, labirinto



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