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                  Fig. 3 – Masino (Torino), giardino del Castello, labirinto



                  un grande labirinto di forma quadrata. L’area  ove si conserva la Sala del Labirinto che de-
                  complessiva era di circa 6 ettari ovvero cir-  riva il proprio nome dal motivo disegnato sul
                  ca 60.000 metri quadrati. Si trattava di un Ir-  soffitto in legno, realizzato all’inizio del XVI
                  rgarten, ovvero un gioco cortigiano che, a dif-  secolo.
                  ferenza del labirinto regolare, presentava più  Nel giardino del  Rinascimento la struttura
                  vie d’uscita. Eseguito dal Bertazzolo per Vin-  del labirinto è affidata a basse siepi o a ve-
                  cenzo I Gonzaga duca di Mantova, il labirin-  re e proprie barriere vegetali. Centinaia di la-
                  to non compare nei resoconti dei viaggiatori  birinti sono documentati nei giardini rinasci-
                  e probabilmente fu distrutto già dopo il sacco  mentali e barocchi d’Europa. La loro diffu-
                  del 1630. L’altro labirinto, rappresentato nel-  sione nell’arte botanica testimonia come so-
                  le mappe di Marten van Heemskerck, par-     prattutto a partire dal Cinquecento il labirinto
                  rebbe invece un’invenzione. Doveva trovar-  perda la valenza simbolico-religiosa per ac-
                  si all’interno del cortile d’onore del palazzo,  quisire un significato ludico, con lo scopo di




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