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                    Vittorio Camerini



                                      Incontrando Patty Pravo




                         on so dimenticare un tempo lontano,  le Famiglia Pisani, che nel tempo ne accrebbe
                         forse era il 1965 o ’66, quando ero a  gli spazi e i decori ampliandolo sempre di più
                 N Roma con una zia creatrice di moda,  verso il Canal Grande.
                  che assieme allo stilista Paco Rabanne, ave-  Nel 1816 la famiglia Pisani, ormai in declino,
                  va appena lanciato la mitica moda delle gran-  vendette la maggior parte delle opere d’arte
                  di paillettes metalliche, delle tuniche realizza-  (dipinti dei grandi maestri veneti del ‘500: Ti-
                  te con medaglie di plastica unite fra loro, delle  ziano, Tintoretto, Paolo Veronese) e fra la fine
                  sfaccettature d’oro e d’argento di placchette  del 1800 e il 1920 il Comune ne entrò in pie-
                  leggerissime che, tenute insieme dal filo della  no possesso, destinandola poi a Conservato-
                  maglia, rimandavano l’immagine di cavalieri  rio Musicale.
                  medioevali o di siderali guerrieri dello spazio.  Mi piace pensare a una piccola Nicoletta
                  Quel giorno, nei pressi del Piper Club, la sto-  Strambelli, non ancora Patty Pravo, ma for-
                  rica discoteca allora molto gettonata, la mia  se già giovanissima anticonformista, che se-
                  mitica zia (Delfa) era attesa, con la sua col-  gue le lezioni di musica in quegli spazi aulici,
                  lezione, da una Patty Pravo ancora all’inizio  un tempo frequentati da gentiluomini impar-
                  della carriera. Per lei era stato creato un “pi-  ruccati e frivole dame.
                  giama palazzo” interamente realizzato con  Terminati gli studi, dopo un breve soggiorno
                  paillettes simili a scaglie d’oro.          a Londra, si trasferì a Roma, dove frequentò i
                  A questo punto è ben chiaro il motivo per cui  più gettonati club della città e al Piper Club di-
                  accompagnavo la mia zia... Patty era splen-  ventò “Patty Pravo”.
                  dida! Ma non avrei mai immaginato di incon-  Forse fu proprio la sua personalità anticon-
                  trarla nuovamente nella mia vita per motivi  formista e “ribelle” a suggerirne il nuovo co-
                  di lavoro.
                  In quell’occasione ebbi modo di conoscere
                  anche l’Equipe ’84, i cui componenti viaggia-
                  vano allora a bordo di una Roll’s Royce, gui-
                  data dal piccolo Alfio Cantarella, ma questa è
                  un’altra storia!
                  Tornato dagli amici di ogni giorno, mi pavo-
                  neggiavo per questi incontri a cui nessuno
                  voleva credere!
                  Nicoletta Strambelli era nata a Venezia nel
                  1948.
                  Manifestando fin da bambina una grande
                  predisposizione per la musica e la danza, la
                  nonna, alla quale la bambina era affidata, la
                  iscrisse a corsi d pianoforte e di danza.
                  Il passo successivo fu l’iscrizione al Conser-
                  vatorio Benedetto Marcello, nel grandioso
                  palazzo Pisani di Santo Stefano a Venezia, il
                  cui nucleo originario era stato eretto nei pri-
                  mi decenni del 1600 dalla ricchissima e nobi-




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